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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel cuore del Fin de siècle, in un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo, la sua lunga carriera matura si svolge in un Novecento segnato dalla rivoluzione del Futurismo e dalle correnti successive.

Ulisse Matthey nacque a Cuorgnè nel 1876. Si trasferì presto a Roma, dove compì gli studi e sviluppò un forte interesse per la musica colta contemporanea. Affiancò all’attività di compositore quella di critico musicale, diventando una delle voci più autorevoli nei primi decenni del Novecento.

La sua musica comprende brani da camera, pezzi per pianoforte e composizioni corali, in cui si riconosce un gusto sobrio e lineare, radicato nella tradizione italiana ma attento alle tendenze moderne. Non meno rilevante fu la sua attività di insegnante, che lo portò a formare diverse generazioni di musicisti nella capitale.

Come critico musicale collaborò con riviste e giornali di primo piano, contribuendo al dibattito sull’evoluzione del linguaggio musicale tra le due guerre. Morì a Roma nel 1947, lasciando il ricordo di una figura colta e impegnata, ponte tra la pratica creativa e la riflessione teorica.

Aneddoto


Tra musica e critica

Matthey riusciva a coniugare l’attività di compositore con quella di critico: spesso recensiva concerti in cui venivano eseguiti anche suoi lavori, mostrando un raro equilibrio di giudizio.

Le opere

Le composizioni di Matthey includono brani per pianoforte, musica da camera e corale. Molti furono eseguiti a Roma nei circoli accademici e nei teatri cittadini. Parallelamente scrisse saggi e recensioni che ne attestano il doppio impegno come autore e critico.

Briciole di storia

Celebre ritratto a figura intera del pianista portoghese Alexandre Rey Colaço, colto in una posa dinamica, a mani incrociate, che esalta il virtuosismo del solista.
Il pianista (1898), Olio su tela di Giovanni Boldini, Collezione privata.
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