La vita
Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca di transizione in cui convivono le poetiche del Realismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.
Tito Eduardo Achille Mattei nacque a Campobasso il 24 maggio 1839. Mostrò subito un talento straordinario e a soli sette anni debuttò come pianista. Studiò a Napoli con Sigismond Thalberg, Carlo Conti, Michele Ruta e Luigi Lablache, ricevendo una formazione completa sia strumentale che vocale.
Nel 1852, appena tredicenne, fu nominato professore all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Suonò anche in Vaticano per papa Pio IX, che lo premiò con una medaglia d’oro. Vittorio Emanuele II lo chiamava affettuosamente “il mio pianista”. Nel 1853 si esibì per la prima volta a Londra, città che lo accolse con entusiasmo e che divenne la sua seconda patria.
Dal 1863 visse stabilmente a Londra, dove divenne direttore d’orchestra all’His Majesty’s Theatre e organizzò stagioni operistiche di rilievo. Nel 1871 sposò Amalia Colombo e nel 1875 nacque la figlia Mona. Fu anche membro di società musicali prestigiose e nel 1888 entrò nella loggia massonica Rothesay n. 1687.
La sua vita univa musica e passioni mondane: amava guidare automobili sportive e nel 1909 venne multato per eccesso di velocità. Nonostante la fama, negli ultimi anni visse con mezzi ridotti, abitò a Paddington e morì a Londra nel 1914. Rimane una delle figure più cosmopolite della musica italiana del XIX secolo.
Aneddoto
Il prodigio di Campobasso
A sette anni Mattei tenne il suo primo concerto: il pubblico rimase sbalordito da un bambino capace di dominare il pianoforte con sicurezza da adulto.Le opere
Mattei scrisse centinaia di brani pianistici, romanze e opere teatrali. Fra i titoli più noti si ricordano i balletti Il ragno e la mosca e Per il bene del passato, le romanze Dear Heart, Non tornò, Non è ver e Bianca, più volte eseguite ai Proms. Compose anche le opere Maria di Gand e La Prima Donna, nonché musiche per spettacoli londinesi come Monte Cristo Jr. (1886, Gaiety Theatre). La sua produzione pianistica, oggi poco nota, conserva il gusto melodico e virtuosistico dell’Ottocento.
Briciole di storia
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