La vita
Formatosi nell'ultima fase del Romanticismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel periodo del Realismo post-unitario, anticipando in parte la sensibilità del Verismo.
Nicolò Massa nacque a Calice Ligure il 26 ottobre 1854 da Bartolomeo, ingegnere e docente di matematica presso la Regia Scuola Superiore Navale di Genova, e da Felicina Bellenda. Dopo gli studi liceali a Genova, dove ebbe come compagno di banco Giacomo della Chiesa, futuro papa Benedetto XV, si trasferì a Novi Ligure presso i padri somaschi. Qui ricevette le prime lezioni di pianoforte e teoria musicale dall’organista G. Papa.
Nel 1871 tornò a Genova e decise di dedicarsi interamente alla musica. Studiò pianoforte con G. Rinaldi e composizione con M. Roedel, e nel 1875 superò l’esame di ammissione al Conservatorio di Milano entrando nella classe di Antonio Bazzini, di cui divenne allievo prediletto. Durante il conservatorio compose lavori giovanili come il Notturnino e una Barcarola, e si distinse con la fantasia marinaresca Maria e Taide (1876) e la scena medievale Aldo e Clarenza (1878), entrambe su versi di Ferdinando Fontana.
Entrato negli ambienti della Scapigliatura milanese, frequentò personaggi come Ghislanzoni, Boito, Faccio, Franchetti, Catalani e lo stesso Puccini. Per vivere, lavorò come arrangiatore per le case editrici Lucca e Ricordi, realizzando riduzioni di opere di Donizetti e Wagner, tra cui I maestri cantori e l’intero ciclo de L’anello del Nibelungo. Queste esperienze lasciarono traccia evidente nel suo linguaggio musicale, arricchito di influenze wagneriane.
Nel 1882 ottenne un buon successo con l’opera Il conte di Châtillon, rappresentata a Reggio Emilia, purtroppo andata perduta a causa di un incendio. Nel 1886 raggiunse l’apice della carriera con Salambó, ispirata al romanzo di Gustave Flaubert, rappresentata alla Scala con Gemma Bellincioni e diretta da Franco Faccio: l’opera fu ripresa a Torino e a Genova con grande eco. L’ultima sua fatica, Eros, su libretto di Enrico Golisciani, fu commissionata da Bellincioni e Stagno, ma non poté andare in scena per la sua prematura scomparsa. L’opera venne eseguita postuma nel 1895 a Firenze diretta da Leopoldo Mugnone.
Il 1894 fu segnato dalla morte del figlio in tenera età e dalla sua stessa malattia: si spense a Genova il 24 gennaio di quell’anno, lasciando un ricordo di talento brillante ma interrotto troppo presto.
Aneddoto
Amico di Puccini
Massa era amico di Giacomo Puccini e lo incontrò spesso nei circoli scapigliati milanesi; la loro amicizia testimonia l’inserimento di Massa nelle avanguardie musicali dell’epoca.Le opere
Il conte di Châtillon (1882, Reggio Emilia, perduta); Salambó (1886, Milano, Teatro alla Scala; ripresa a Torino 1887 e a Genova 1889); Eros (1895, Firenze, Teatro Verdi, postuma). Scrisse inoltre brani pianistici e da camera, fra cui Notturnino e Barcarola, e musica sinfonica di cui restano testimonianze frammentarie.
Briciole di storia
Muoiono il Re e il Papa
Il 1878 segnò la fine simbolica di un'intera epoca. A distanza di meno di un mese, morirono i due grandi antagonisti del Risorgimento. Il 9 gennaio, a Roma, si spense Vittorio Emanuele II, il Re Galantuomo, primo sovrano dell'Italia unita. Il suo corpo fu tumulato solennemente nel Pantheon, trasformato in sacrario della nuova nazione. Il 7 febbraio, sempre a Roma, morì Papa Pio IX, il pontefice che aveva perso il potere temporale e si era dichiarato prigioniero in Vaticano. La quasi contemporanea scomparsa dei due protagonisti della questione romana chiuse definitivamente il capitolo delle guerre d'indipendenza. Con il nuovo Re, Umberto I, e il nuovo Papa, Leone XIII, l'Italia si affacciava a una nuova fase della sua storia, con nuove sfide e nuove tensioni.
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