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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo Barocco.

Antonio Masini nacque a Firenze intorno al 1639. Non sono noti i suoi maestri, ma già nel 1663 appare attivo a Lucca, al servizio del cardinale Girolamo Buonvisi, vescovo della città. Per il collegio di Santa Maria Cortelandini compose la quarta parte della cantata Il giuditio delle stagioni su testo di Bartolomeo Beverini, affiancandosi a Marco Bigongiari, autore delle altre sezioni. Questo lavoro, eseguito nel giorno dell’Annunciazione, testimonia l’inizio di una carriera ricca e prestigiosa.

Seguì Buonvisi a Ferrara quando questi venne nominato legato pontificio nel 1664. Qui, nel 1666, al Teatro Bonacossi fu rappresentata l’opera L’Eumene su libretto di Almerico Passarelli. Dopo il 1667 Masini si trasferì a Roma, dove intraprese un’intensa attività come compositore e maestro. Nel 1671 firmò un contratto come insegnante di musica per il giovane Paolo Nannini di Viterbo, con l’impegno di mantenergli la voce di soprano attraverso la castrazione, prassi diffusa nell’epoca.

A Roma legò il suo nome agli oratori quaresimali eseguiti al Ss. Crocifisso di San Marcello e a San Salvatore in Lauro, oltre che alla confraternita della Pietà in San Giovanni dei Fiorentini. Nel 1674 fu nominato maestro della Cappella Giulia in San Pietro, incarico prestigioso che mantenne fino alla morte. Durante la quaresima del 1675 ben otto suoi oratori furono eseguiti in un ciclo di quattordici, segno della grande stima che circondava la sua produzione.

Masini fu anche “virtuoso di camera” della regina Cristina di Svezia e collaborò con il cardinale Benedetto Pamphilj, per il quale mise in musica la cantata Achille in Sciro. La sua ultima opera, Il Narciso, fu composta poco prima della morte e probabilmente rappresentata a Roma nel carnevale del 1678. Morì a Roma il 20 settembre dello stesso anno, a soli trentanove anni circa.

Aneddoto


La protezione di Cristina di Svezia

Masini fu accolto nel cenacolo romano della regina Cristina, che amava la musica e lo volle come “virtuoso di camera”, segno del prestigio raggiunto in vita.

Le opere

Tra le opere teatrali si ricordano L’Eumene (Ferrara, 1666) e Il Narciso (Roma, 1678, perduta). Compose inoltre numerosi oratori, fra cui La sommersione di Faraone, La morte di Saul, Tobia, Jefte, Il sacrificio d’Abramo, S. Eustachio, S. Dorotea, Lo sposalitio di Salomone e David persequutus et exaltatus, eseguiti a Roma negli anni 1674–1677. Produsse anche cantate sacre e profane, fra cui Achille in Sciro, oltre a composizioni perdute come Il giuditio delle stagioni.

Briciole di storia

In questa celebre opera, Evaristo Baschenis raffigura due musicisti circondati da una ricca collezione di strumenti musicali, meticolosamente disposti su un tavolo coperto da un tappeto. Il dipinto è un capolavoro del realismo barocco, in cui l'incredibile attenzione ai dettagli e l'uso sapiente della luce creano un'atmosfera intima.
Accademia musicale (1665), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Collezione privata.
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