La vita
La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la maturità in un'epoca in cui, accanto allo stile rococò e al pensiero illuminista, si affermano i nuovi e più severi ideali del Neoclassicismo.
Antonio Martinelli fu lo pseudonimo con cui il modenese Dario Asioli, nato nel 1704, si fece conoscere come compositore. Trasferitosi a Venezia intorno agli anni Venti del Settecento, adottò questo nome per firmare le sue opere, solo recentemente ricondotte alla sua vera identità.
A Venezia si immerse nel fervido ambiente musicale della Pietà, dove strinse rapporti con le celebri musiciste dell’istituto. Compose concerti dedicati a Chiara della Pietà, violinista e virtuosa nota in tutta Europa per il suo talento.
Le sue opere si distinguono per eleganza melodica e scrittura raffinata, che riflette l’influenza della scuola veneziana. Morì a Venezia nel 1782, lasciando un corpus che, seppur limitato, testimonia la vitalità musicale del Settecento lagunare.
Aneddoto
Omaggio a Chiara della Pietà
Due dei suoi concerti, uno per viola d’amore e uno per violino, furono dedicati alla virtuosa Chiara della Pietà, segno del legame con l’istituto veneziano.Le opere
Tra le opere di Martinelli si ricordano il Concerto per viola d’amore e archi in re maggiore, “Per la S.ra Chiaretta” e il Concerto per violino in mi maggiore, “Dedicato alla S.ra Chiara”. Questi lavori, legati al repertorio della Pietà, rappresentano il nucleo principale della sua produzione conosciuta.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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