La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nell'ultima fase del Manierismo, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Nato a Randazzo nel 1576, Erasmo Marotta si formò giovanissimo alla musica e nel 1610 entrò nella Compagnia di Gesù. Due anni dopo fu nominato rettore del Collegio dei Gesuiti di Messina, distinguendosi per attività culturale e musicale.
Nel 1612 compose la musica per l’Aminta di Torquato Tasso, la sua opera più celebre. Sei anni più tardi, nel 1618, scrisse a Palermo, su commissione del viceré Francesco Castro, la tragedia San Belagio Martire. Nel 1635 è documentato il Pianto della Maddalena, esempio di intensa drammaticità musicale.
Pubblicò inoltre libri di madrigali e mottetti, a partire dal Primo libro dei madrigali (Venezia, 1600). Molte sue opere sono andate perdute, ma la sua fama rimane legata al dramma pastorale, genere di cui Ludovico Muratori lo considerava l’inventore.
Morì a Palermo il 6 ottobre 1641, lasciando un ricco patrimonio musicale, espressione della vivace cultura siciliana e gesuitica del Seicento.
Aneddoto
L’inventore del dramma pastorale
Ludovico Muratori attribuì a Marotta l’invenzione del dramma musicale pastorale, un genere che univa poesia e musica in chiave teatrale.Le opere
Tra le opere di Marotta si ricordano l’Aminta (1612), San Belagio Martire (1618, Palermo), Pianto della Maddalena (1635), oltre a numerosi madrigali e mottetti pubblicati in vari libri, a partire dal Primo libro dei madrigali (Venezia, 1600). Molti lavori sono andati perduti, ma le fonti antiche li ricordano come “opere eccellenti”.
Briciole di storia
In prigione per una donna
Ancora giovane ma già noto a Napoli per il suo talento poetico, Giovan Battista Marino si innamorò nel 1598 di una giovane donna, la frequentò e poi cercò di aiutarla a interrompere la gravidanza indesiderata. L'aborto, considerato un crimine gravissimo, fu scoperto e Marino venne arrestato e imprigionato, e riuscì a evitare il peggio solo grazie all'intervento di potenti protettori che ne ammiravano il genio.
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