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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Nato a Milano nel 1605, Marco Aurelio Marliani fu avviato alla vita religiosa e alla musica, diventando sacerdote e compositore. La sua carriera si svolse principalmente nella città natale, dove ricoprì incarichi di rilievo come maestro di cappella.

Compose un ricco repertorio di musica sacra, caratterizzato dall’uso di cori policorali, tipico della tradizione ambrosiana e veneziana. La sua produzione comprende messe, salmi, mottetti e antifone, che riflettono una scrittura solenne e meditativa.

Morì a Milano nel 1675, lasciando un patrimonio musicale di grande importanza per la vita liturgica del Seicento lombardo.

Aneddoto


Tradizione ambrosiana

Le sue messe policorali venivano spesso eseguite nelle principali festività del Duomo di Milano, amplificando l’impatto solenne delle celebrazioni.

Le opere

Marliani compose messe, mottetti e salmi a più cori, molti dei quali pubblicati a Milano e diffusi in Lombardia. Le sue opere mostrano l’influenza della scuola veneziana e l’adattamento al contesto liturgico ambrosiano.

Briciole di storia


La peste che ispirò il Manzoni

Mentre in Europa infuriava la Guerra dei Trent'anni, l'Italia del nord conobbe nel 1630 l'orrore non tanto per le battaglie, quanto per il loro effetto collaterale più letale. La discesa dei soldati mercenari lanzichenecchi, impegnati nell'Assedio di Mantova, portò con sé il bacillo della peste. L'epidemia si diffuse con una rapidità e una violenza terrificanti, soprattutto in Lombardia. A Milano, la popolazione venne più che dimezzata, tra scene di disperazione e follia. Fu una catastrofe apocalittica, che due secoli più tardi Alessandro Manzoni scolpirà per sempre nella memoria collettiva degli italiani con le pagine indimenticabili de I Promessi Sposi.

Capolavoro del primo Barocco romano che raffigura l'episodio mitologico del rapimento delle donne sabine da parte dei Romani, con una composizione teatrale e un forte dinamismo.
Ratto delle Sabine (1627), Olio su tela di Pietro da Cortona (Pietro Berrettini), Pinacoteca Capitolina, Musei Capitolini, Roma.
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