La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato uno dei più importanti pionieri nel campo della musica strumentale.
Biagio Marini nacque a Brescia nel 1594. Dopo una probabile formazione con lo zio Giacinto Bondioli, priore e compositore, entrò giovanissimo come violinista nella cappella di San Marco a Venezia, sotto la direzione di Claudio Monteverdi (1615–1618). Successivamente tornò a Brescia come maestro di cappella a Santa Eufemia e direttore dell’Accademia degli Erranti.
La sua carriera lo portò in varie città europee: Parma (1621–1623), Neuburg an der Donau presso i Wittelsbach (1623–1649), oltre a soggiorni a Bruxelles, Milano, Bergamo, Düsseldorf e Vicenza. Dal 1649 fu maestro di cappella a Santa Maria della Scala a Milano, quindi operò a Ferrara e Venezia, dove si stabilì definitivamente nel 1656.
Si sposò tre volte e ebbe almeno cinque figli. Morì a Venezia nel 1663, all’età di 69 anni. Considerato tra i più innovativi violinisti del suo tempo, introdusse tecniche come le doppie e triple corde, la scordatura e passaggi virtuosistici insoliti per il registro grave.
Aneddoto
Il virtuosismo delle corde
Nelle sue sonate, Marini introdusse le doppie e triple corde, sorprendendo il pubblico con effetti sonori inediti per il violino.Le opere
Tra le pubblicazioni: Affetti musicali op. I (1617), Madrigali e symfonie op. II (1618), Arie, madrigali e corenti op. III (1620), Le lagrime d’Erminia op. VI (1623), Concerti a 4, 5 e 6 voci op. VII (1624), Sonate, sinfonie, canzoni, passemezzi op. VIII (1629), Madrigaletti op. IX (1635), Composizioni varie op. XIII (1641), Corona melodica op. XV (1644), Concerto terzo op. XVI (1649), Salmi op. XVIII (1653), Vespri op. XX (1654), Lacrime di Davide op. XXI (1655), Diversi generi di sonate op. XXII (1655). Alcune opere (op. IV, X, XI, XII, XIV, XVII, XIX) sono perdute.
Briciole di storia
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