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COMPOSITORI


La vita

Formatosi in un'epoca di transizione in cui convivono Rococò, Illuminismo e Neoclassicismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel gusto e nello stile neoclassico di fine Settecento e di età napoleonica.

Nato a Napoli nel 1754, Gaetano Marinelli studiò al Conservatorio di Santa Maria di Loreto con Gennaro Manna e Pietro Antonio Gallo e successivamente al Conservatorio della Pietà dei Turchini con Pasquale Cafaro e Lorenzo Fago. Il suo primo lavoro teatrale, Il barone di Sardafritta, risale al 1776.

Debuttò ufficialmente con l’opera buffa I tre rivali (Roma, 1784), seguita da Gli uccellatori (Firenze, 1785). Dopo un periodo a Madrid come insegnante di canto (1786–1789), tornò in Italia, imponendosi con l’opera seria Lucio Papirio (Napoli, 1791) e con La vendetta di Medea (Venezia, 1792), apprezzata per il finale tragico inusuale. Fu attivo anche a Venezia e Firenze, collaborando con librettisti come Giuseppe Palomba e Filippo Livigni.

All’inizio dell’Ottocento si trasferì a Monaco di Baviera al servizio del duca di Baviera e nel 1817 fu in Portogallo, dove scrisse una cantata per don Pedro. L’ultima notizia lo riguarda nel 1820 a Porto, impegnato come insegnante di canto.

Aneddoto


Medea e il finale tragico

La vendetta di Medea colpì i contemporanei per l’epilogo drammatico, con Medea che uccide i figli: una scelta inedita nella tradizione italiana.

Le opere

Tra le opere: Il barone di Sardafritta (1776, Napoli), I tre rivali (1784, Roma), Gli uccellatori (1785, Firenze), Lucio Papirio (1791, Napoli), La vendetta di Medea (1792, Venezia), Arminio (1792, Napoli), Issipile (1796, Venezia, La Fenice), Bajazette (1799, Venezia). Compose inoltre cantate e brani sacri, oltre a numerose opere buffe rappresentate nei principali teatri italiani.

Briciole di storia

Grandiosa veduta della laguna di Venezia durante la Festa della Sensa, con il Bucintoro del Doge che si dirige verso il Lido per lo Sposalizio del Mare.
Partenza del Bucintoro per san Nicolò di Lido il giorno dell'Ascensione (1778), Olio su tela di Francesco Guardi, Museo del Louvre, Parigi.
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