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COMPOSITORI


La vita

Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca di transizione in cui convivono le poetiche del Realismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.

Nato a Palermo da una nobile famiglia siciliana con il nome di Salvatore de Castrone, Marchese della Rajata, mostrò fin da giovane un carattere fiero e uno spirito liberale. Per le sue idee patriottiche, in contrasto con il governo borbonico, abbandonò la carriera nell'esercito delle Due Sicilie per dedicarsi interamente alla sua vera passione, la musica. Iniziò gli studi a Palermo con il maestro Pietro Raimondi, per poi perfezionarsi a Milano con Francesco Lamperti e Uranio Fontana. Il suo impegno per la causa italiana lo vide partecipare attivamente alle Cinque Giornate di Milano nel 1848, un'esperienza che lo costrinse a cercare rifugio negli Stati Uniti.

Fu proprio a New York che debuttò come cantante d'opera, interpretando con successo il ruolo di Don Carlo nell'Ernani di Verdi. Rientrato in Europa, adottò il nome d'arte di Salvatore Marchesi e si trasferì a Londra per perfezionarsi con il più grande maestro di canto dell'epoca, Manuel García. Qui incontrò il mezzosoprano tedesco Mathilde Graumann, che divenne sua moglie nel 1852 e sua inseparabile compagna d'arte e di vita. Insieme, i coniugi Marchesi intrapresero una brillante carriera, esibendosi nei principali teatri e sale da concerto d'Europa e dedicandosi con passione all'insegnamento.

La loro fama come didatti divenne leggendaria. Insegnarono per un decennio al Conservatorio di Vienna, poi a Colonia e infine, dal 1881, si stabilirono a Parigi, dove fondarono la celebre École Marchesi. La scuola divenne un punto di riferimento per i cantanti di tutto il mondo, formando alcuni dei più grandi talenti vocali dell'epoca. Marchesi non fu solo un cantante e un maestro eccezionale, ma anche un intellettuale raffinato: compositore di romanze da camera, autore di metodi di canto e abile traduttore, curò le versioni ritmiche italiane di capolavori del repertorio francese e tedesco, tra cui le opere di Wagner.

Aneddoto


Il Metodo Italiano Contro Tutti

Quando nel 1861 i coniugi Marchesi tentarono di ottenere una cattedra al Conservatorio di Parigi, forti dell'appoggio di Rossini, si scontrarono con l'inflessibile opposizione del direttore Daniel Auber. Il motivo? Auber non poteva accettare che il loro metodo di canto fosse basato sulla lingua e sulla tradizione vocale italiana, e non su quella francese. Imperterriti, i Marchesi non si arresero e aprirono una loro scuola privata, che divenne presto più celebre e ricercata dello stesso conservatorio parigino.

Le opere

Salvatore Marchesi fu un artista dai molteplici talenti, la cui attività spaziò dal palcoscenico alla cattedra, dalla composizione alla traduzione. Come compositore, si dedicò principalmente alla musica vocale da camera, scrivendo eleganti romanze e canzoni, tra cui le Sei sorelle, una raccolta di canzoni popolari siciliane che omaggiava le sue origini. La sua profonda conoscenza della voce lo portò a creare anche importanti opere didattiche, tra cui saggi e raccolte di esercizi, come il Riassunto dell'arte del canto per tutte le voci e i 24 esercizi facili e progressivi per lo sviluppo del meccanismo della voce, ancora oggi considerati strumenti preziosi per la formazione dei cantanti.

Tuttavia, uno dei suoi contributi più duraturi alla cultura musicale fu la sua attività di traduttore e librettista. Con una straordinaria sensibilità poetica e musicale, realizzò le versioni ritmiche in italiano di numerose opere straniere, rendendole accessibili al pubblico italiano. A lui si devono le prime traduzioni di capolavori wagneriani come Lohengrin, Tannhäuser e Der fliegende Holländer (L'olandese volante). Il suo lavoro non si limitò a Wagner: tradusse anche opere come Die lustigen Weiber von Windsor (Le allegre comari di Windsor) di Otto Nicolai e Abu Hassan di Carl Maria von Weber, dimostrando una profonda comprensione del rapporto tra parola e musica e contribuendo in modo decisivo alla diffusione del grande repertorio europeo in Italia.

Briciole di storia