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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato uno dei pionieri nel campo dell'opera impresariale a Venezia.

Francesco Mannelli è una figura di fondamentale importanza nella storia della musica, un vero e proprio pioniere che contribuì a trasformare l'opera da spettacolo di corte a intrattenimento per un pubblico pagante. Nato a Tivoli, iniziò la sua carriera come cantore e poi maestro di cappella nel duomo della sua città. Dopo un breve periodo a Roma, dove conobbe e sposò la cantante Maddalena, la sua vita artistica subì una svolta decisiva quando, nel 1637, si trasferì a Venezia. Qui, insieme al musicista e librettista Benedetto Ferrari, compì un passo rivoluzionario: anziché cercare il patrocinio di un principe, i due affittarono un teatro, il San Cassiano, e misero in scena un'opera aperta a chiunque potesse acquistare un biglietto.

Questo evento segnò la nascita dell'opera pubblica e impresariale, un modello che avrebbe garantito la straordinaria diffusione del melodramma in Italia e in Europa. L'opera che inaugurò questa nuova era fu l'Andromeda, con musica dello stesso Mannelli e libretto di Ferrari. Il successo fu tale che la loro compagnia continuò a produrre spettacoli negli anni successivi, e Mannelli si distinse non solo come compositore, ma anche come abile impresario e cantante basso, interpretando ruoli nelle sue stesse opere. La sua fama lo portò a collaborare con i maggiori letterati dell'epoca, come Giulio Strozzi, e a inaugurare con la sua musica nuovi teatri, come il Santi Giovanni e Paolo.

Dopo il fecondo periodo veneziano, nel 1645 Mannelli e la sua famiglia entrarono al servizio del duca di Parma, Ranuccio II Farnese. Alla corte ducale, continuò la sua attività di compositore, scrivendo opere e musiche per le celebrazioni di corte, e consolidando la sua reputazione di maestro del teatro musicale. La sua carriera, iniziata nelle cappelle di provincia, si concluse al servizio di una delle più importanti corti italiane, dopo aver cambiato per sempre la storia dell'opera.

Aneddoto


La nascita del teatro a pagamento

Nel carnevale del 1637, Francesco Mannelli e il suo socio Benedetto Ferrari fecero una scommessa audace. Invece di cercare un nobile che finanziasse la loro nuova opera, l'Andromeda, affittarono a proprie spese il Teatro San Cassiano di Venezia e aprirono le porte al pubblico. Chiunque, pagando un biglietto, poteva assistere allo spettacolo. Fu un successo clamoroso e un evento storico: per la prima volta, l'opera non era più un lusso esclusivo per le corti, ma un'arte accessibile a tutti, dando il via all'industria del teatro musicale moderno.

Le opere

La produzione di Francesco Mannelli è quasi interamente dedicata al teatro musicale, un genere di cui fu uno dei primi e più importanti artefici nell'ambito dell'opera pubblica veneziana. La sua opera più celebre è l'Andromeda, su libretto di Benedetto Ferrari, rappresentata nel 1637 al Teatro San Cassiano di Venezia. Questo lavoro è passato alla storia non solo per il suo valore musicale, ma soprattutto per essere stato il primo melodramma eseguito in un teatro aperto a un pubblico pagante, segnando una data fondamentale nella storia della musica.

Sull'onda del successo dell'Andromeda, Mannelli continuò a comporre per i teatri veneziani, allora in piena espansione. Nel 1638, sempre con Ferrari, presentò La maga fulminata, e nel 1639 inaugurò il prestigioso Teatro Santi Giovanni e Paolo con la sua opera Delia, su libretto del letterato Giulio Strozzi. Seguirono Adone nel 1640 e L'Alcate nel 1642. La musica di queste opere è purtroppo andata in gran parte perduta, ma i libretti sopravvissuti testimoniano la sua capacità di affrontare soggetti mitologici e cavallereschi con grande senso del teatro.

Trasferitosi a Parma al servizio dei Farnese, continuò a comporre per le celebrazioni di corte. Tra le opere di questo periodo si ricordano Ercole nell'Erimanto (1651), Le vicende del tempo (1652), rappresentata nello sfarzoso Teatro Farnese, Il ratto d'Europa (1653) e La Licasta (1664), sua ultima fatica teatrale. Oltre alle opere, Mannelli pubblicò nel 1636 una raccolta di Musiche Varie, che testimonia la sua attività anche nel campo della musica vocale da camera.

Briciole di storia


L'amore eterno portato in un feretro

In Persia, Pietro Della Valle si innamorò e sposò nel 1622 una bellissima donna assira di nome Sitti Maani. Il loro fu un amore profondo, ma tragicamente breve, perché la giovane morì durante il viaggio di ritorno verso l'India. Distrutto dal dolore, Pietro si rifiutò di separarsi da lei, fece imbalsamare il corpo della moglie e, per i successivi quattro anni, continuò i suoi viaggi avventurosi attraverso l'Asia portando sempre con sé il feretro dell'amata. Quando finalmente tornò a Roma nel 1626, celebrò un funerale grandioso, degno d'una regina, seppellendo Sitti Maani nella tomba di famiglia nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, compiendo così l'ultimo, struggente atto d'amore.

Grande tela mitologica che raffigura Diana e le sue ninfe in una gara di tiro con l'arco, capolavoro del classicismo seicentesco.
Caccia di Diana (1616), Olio su tela di Domenichino, Galleria Borghese, Roma.
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