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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del grande alveo del Romanticismo italiano, nel pieno delle lotte risorgimentali.

Ruggero Manna fu una personalità di spicco nel panorama musicale italiano dell'Ottocento, un artista poliedrico che unì il talento compositivo a un'intensa attività di organizzatore culturale. Nacque a Trieste da una famiglia illustre: suo padre era il nobile cremonese Pietro Manna, mentre sua madre era la celebre cantante Carolina Bassi. Fin da bambino dimostrò un talento prodigioso, tanto che l'editore Ricordi gli dedicò una sinfonia quando aveva appena sei anni. La sua formazione fu di altissimo livello: dopo le prime lezioni con la madre e lo zio, studiò a Milano con Vincenzo Lavigna e si diplomò a soli quindici anni al prestigioso Liceo musicale di Bologna, venendo poi nominato membro dell'Accademia Filarmonica.

Dopo un periodo di viaggi di studio che lo portarono anche a Vienna, dove entrò in contatto con le più importanti figure musicali dell'epoca, Manna si stabilì a Cremona, città a cui legò indissolubilmente il suo nome. Nel 1835 ottenne la prestigiosa carica di maestro di cappella della Cattedrale, che mantenne per tutta la vita, e parallelamente fu maestro concertatore del Teatro Concordia. La sua influenza sulla vita musicale cittadina fu enorme: fondò la Sala degli esercizi musicali per la formazione dei dilettanti e la Pia Istituzione Musicale, una società di mutuo soccorso per i musicisti, dimostrando una sensibilità sociale non comune per l'epoca.

La sua carriera di operista, iniziata con successo a Trieste, fu meno continuativa, poiché preferì dedicarsi all'insegnamento e alla composizione di musica sacra e strumentale. Nonostante ciò, le sue opere, come Preziosa e Il Profeta Velato, furono rappresentate con buon esito. Fu un compositore prolifico e versatile, autore di messe, oratori, sinfonie e musica da camera, e mantenne contatti epistolari con i maggiori musicisti del suo tempo, da Rossini a Verdi. La sua figura rappresenta un esempio di musicista colto e impegnato, capace di lasciare un'impronta duratura nella cultura della sua città.

Aneddoto


Un bambino prodigio celebrato da Ricordi

Il talento di Ruggero Manna fu così precoce e sbalorditivo che, quando aveva solo sei anni e mezzo, il più importante editore musicale d'Italia, Giovanni Ricordi, volle rendergli omaggio. In un gesto del tutto eccezionale, Ricordi dedicò al piccolo Ruggero la riduzione per pianoforte della sinfonia dell'opera La donna selvaggia di Carlo Coccia, definendolo un bambino dal "raro merito e particolare talento musicale". Questa dedica ufficiale da parte di una figura così autorevole consacrò Manna come uno dei più straordinari fanciulli prodigio del suo tempo.

Le opere

La produzione di Ruggero Manna è vasta e testimonia la sua completa padronanza di tutti i generi musicali, dall'opera lirica alla musica sacra, dalla sinfonia alla musica da camera. In ambito teatrale, dopo l'incompiuta Francesca da Rimini, debuttò con successo a Trieste nel 1832 con il dramma serio Jacopo di Valenza. Seguirono Preziosa (1845), un dramma lirico rappresentato a Casalmaggiore, e Il profeta velato, andato in scena a Trieste nel 1846. Partecipò inoltre al progetto dell'opera collettiva La Vergine di Kermo, componendo un pezzo a fianco di musicisti come Verdi e Rossini, sebbene l'opera fu rappresentata solo postuma.

Il suo ruolo di maestro di cappella della Cattedrale di Cremona lo portò a comporre una quantità impressionante di musica sacra. Tra le sue opere più significative si ricordano diverse messe, tra cui due imponenti Requiem, un celebre De profundis composto nel 1849 in memoria dell'amico e collega Carlo Bignami, e la cantata Gli Esuli d'Israello, dedicata a Vittorio Emanuele II ed eseguita a Firenze nel 1862. La sua produzione per la "Cappella delle laudi" di Cremona è vastissima e comprende decine di mottetti, litanie, inni e salmi che dimostrano la sua profonda conoscenza dello stile sacro.

Fu anche un fecondo compositore di musica strumentale. Scrisse numerose sinfonie e ouvertures, oltre a un'ampia raccolta di pezzi per pianoforte solo (capricci, fantasie, notturni) e molta musica da camera, con una predilezione per le composizioni per flauto e pianoforte. La sua musica, elegante e ben strutturata, riflette il gusto del suo tempo, ma è sempre sostenuta da una solida preparazione tecnica e da una vena melodica di grande pregio.

Briciole di storia