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COMPOSITORI


La vita

Non essendo nota la data di morte, non è possibile definire il suo periodo di maturità; tuttavia, la sua formazione si colloca pienamente nel periodo dell'Arcadia, in un'epoca in cui a questo stile si affiancano anche il gusto del Rococò e le idee dell'Illuminismo.

Cristoforo Manna fu un compositore napoletano appartenente a una delle più importanti famiglie musicali della città, la stessa che diede i natali al più celebre cugino Gennaro Manna. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse, ma sufficienti a collocarlo nel vivace ambiente della Scuola musicale napoletana della prima metà del Settecento. La sua formazione avvenne presso il prestigioso Conservatorio di Santa Maria di Loreto, una delle fucine di talenti che resero Napoli la capitale della musica europea.

Terminati gli studi, entrò al servizio del Marchese di Fuscaldo, un incarico che condivideva con il padre Vitagliano, anch'egli musicista. Questa posizione gli permise di farsi conoscere nell'ambiente aristocratico e di ottenere la sua più importante commissione. Nella primavera del 1729, infatti, il suo nome salì alla ribalta della scena teatrale cittadina con la rappresentazione della sua opera buffa Lo trionfo d'ammore o pure che dura vence.

L'opera andò in scena al Teatro dei Fiorentini, il tempio dell'opera comica napoletana, e ottenne un successo tale da rimanere il suo lavoro più celebre e l'unica sua composizione di cui si abbia notizia certa. Dopo questo fortunato esordio, le tracce di Cristoforo Manna si perdono, e non si conoscono né la data né il luogo esatti della sua morte, avvenuta comunque nella sua città natale. La sua figura, sebbene rimasta in ombra rispetto a quella dei suoi parenti più illustri, contribuisce a completare il quadro di quella straordinaria dinastia musicale che tanto lustro diede a Napoli.

Aneddoto


Il trionfo dell'amore

La carriera di Cristoforo Manna è legata a un unico, grande successo: la sua opera buffa Lo trionfo d'ammore o pure che dura vence. Rappresentata nel 1729 al celebre Teatro dei Fiorentini di Napoli, l'opera conquistò immediatamente il pubblico, diventando l'evento della stagione. Questo trionfo, che riecheggiava persino nel titolo, fu così memorabile da consacrare il nome del giovane compositore, assicurandogli un posto, seppur piccolo, nella storia dell'opera napoletana.

Le opere

Della produzione di Cristoforo Manna è sopravvissuta una sola opera, che tuttavia fu sufficiente a garantirgli una certa notorietà nel panorama musicale napoletano del suo tempo. Si tratta dell'opera buffa in dialetto napoletano Lo trionfo d'ammore o pure che dura vence. Il lavoro debuttò nella primavera del 1729 al Teatro dei Fiorentini di Napoli, palcoscenico per eccellenza della commedia in musica. L'opera riscosse un notevole successo, tanto da essere ricordata come il suo lavoro più celebre e rappresentativo. Sebbene non si conoscano altre sue composizioni, Lo trionfo d'ammore testimonia la sua abilità nel genere comico e la sua piena adesione allo stile vivace e melodico che rese la scuola napoletana famosa in tutta Europa.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Rappresentazione della Cena di Emmaus caratterizzata da una composizione dinamica e da un realismo nelle espressioni.
L'ultima cena (1724), Olio su tela di Pier Leone Ghezzi, Pinacoteca civica e galleria di arte contemporanea, Jesi.
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