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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare nel cuore del dibattito settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.

Giuseppe Manfredini fu un apprezzato cantante castrato e compositore, la cui carriera si svolse tra l'Italia e la fastosa corte imperiale di Russia. Figlio del celebre violinista Francesco Manfredini e fratello del più noto Vincenzo, Giuseppe crebbe in un ambiente musicale di altissimo livello. La sua carriera prese il via intorno al 1750, quando lasciò la natia Pistoia per cercare fortuna all'estero. La sua prima destinazione fu probabilmente Londra, città in cui alcune sue arie furono pubblicate, segno di un'attività compositiva già avviata.

Il momento decisivo della sua vita artistica arrivò tra il 1757 e il 1758, quando si unì alla compagnia d'opera itinerante di Giovanni Battista Locatelli, con la quale partì per la Russia insieme al fratello Vincenzo. A San Pietroburgo, i due fratelli si fecero apprezzare per il loro talento, e anche dopo lo scioglimento della compagnia, Giuseppe decise di rimanere in Russia. Si trasferì a Mosca, dove visse fino al 1766, lavorando non solo come cantante ma anche come stimato insegnante di musica, contribuendo a diffondere lo stile vocale italiano in terra russa.

Prima e dopo l'avventura russa, Giuseppe Manfredini fu attivo anche sui palcoscenici italiani, esibendosi in importanti teatri. Nel 1757 cantò a Padova e a Ferrara in opere di Giuseppe Scolari e Baldassare Galuppi, e nel 1758 fu a Venezia per la Festa della Sensa. La sua fama è testimoniata anche da un incontro con la famiglia Mozart: al suo ritorno dalla Russia, fece visita ai Mozart a Salisburgo, e il giovane Wolfgang Amadeus lo incontrò nuovamente a Bologna nel 1770, un aneddoto che colloca Manfredini nel cuore della vita musicale europea del suo tempo.

Aneddoto


L'incontro con Mozart

Durante i suoi viaggi, Giuseppe Manfredini ebbe l'onore di incrociare il cammino del giovane Wolfgang Amadeus Mozart. Un primo incontro avvenne a Salisburgo, quando Manfredini, di ritorno dalla lunga permanenza in Russia, fece visita alla famiglia Mozart. Anni dopo, nel 1770, i due si ritrovarono a Bologna, in un momento cruciale del viaggio italiano del giovane compositore austriaco. Questo incontro tra il navigato cantante italiano e il salisburghese testimonia la fitta rete di relazioni che univa i musicisti nell'Europa del Settecento.

Le opere

La produzione di Giuseppe Manfredini come compositore è oggi in gran parte sconosciuta, ma le fonti sopravvissute ci permettono di apprezzarne il talento. La sua opera più significativa giunta fino a noi è una raccolta di Sei arie con instromenti, pubblicata a Londra nel 1752, che testimonia la sua attività nella capitale britannica all'inizio della sua carriera. Queste composizioni rivelano una scrittura vocale elegante e pienamente inserita nello stile del suo tempo, pensata per esaltare le qualità espressive della voce.

Oltre alla sua attività di compositore, la sua carriera di cantante lo vide protagonista in diverse importanti produzioni operistiche. Nel 1757, durante il carnevale di Ferrara, interpretò il ruolo di Arbace nell'Artaserse di Baldassare Galuppi. Nello stesso anno, a Padova, fu Astarbo nella Rosbale di Giuseppe Scolari. L'anno seguente, a Venezia, si esibì nuovamente in un'opera di Scolari basata sul celebre libretto dell'Artaserse di Pietro Metastasio, questa volta interpretando il ruolo del protagonista. Queste performance sui prestigiosi palcoscenici italiani confermano il suo status di cantante di rilievo nel panorama operistico del Settecento.

Briciole di storia

Dipinto rococò che rappresenta il mito classico di Giove, trasformato in un toro bianco, che rapisce la principessa fenicia Europa portandola con sé attraverso il mare.
Ratto d'Europa (1740), Olio su tela di Giovanni Domenico Ferretti, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda.
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