Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato uno dei più originali e virtuosi esponenti.

Giovanni Girolamo Kapsberger, nato a Venezia da padre austriaco e madre veneziana, è una delle figure più affascinanti e innovative del suo tempo. Sebbene di origini tedesche, fu profondamente italiano per formazione e cultura, tanto che pare non parlasse nemmeno la lingua paterna. La sua fama è indissolubilmente legata alla sua straordinaria abilità come virtuoso della tiorba e di altri strumenti a corde pizzicate, un talento che gli valse il celebre soprannome di "il tedesco della tiorba".

Dopo aver trascorso gli anni della sua formazione nella vibrante Venezia di inizio Seicento, dove pubblicò la sua prima raccolta di brani per chitarrone, Kapsberger si trasferì a Roma intorno al 1605. Nella Città Eterna, il suo genio trovò il terreno ideale per fiorire. Entrò rapidamente nelle grazie degli ambienti più prestigiosi, diventando una figura di rilievo nella cerchia di musicisti legati alla corte papale di Urbano VIII, un mecenate colto e attento alle arti.

La sua attività a Roma fu incredibilmente prolifica e versatile. Si dedicò con uguale maestria alla composizione di musica vocale, sia sacra che profana, e a quella per i suoi amati strumenti a corde. La sua reputazione crebbe a tal punto che nel 1622 i Gesuiti gli commissionarono la musica per un importante dramma allegorico, l'Apotheosis sive Consecratio Sanctorum Ignatii et Francisci Xaverii, per celebrare la canonizzazione di Sant'Ignazio di Loyola. Oltre alla sua attività di esecutore e compositore, Kapsberger si dedicò anche alla teoria musicale, scrivendo un trattato intitolato Il Kapsberger della musica, che purtroppo è andato perduto ma che testimonia la profondità del suo pensiero musicale.

Aneddoto


Il Tedesco della Tiorba

La sua eccezionale maestria nel suonare la tiorba, il chitarrone e altri strumenti della famiglia del liuto era così rinomata a Roma che, nonostante le sue origini venete e la sua completa assimilazione alla cultura italiana, tutti lo conoscevano con il soprannome "il tedesco della tiorba".

Le opere

L'eredità compositiva di Giovanni Girolamo Kapsberger è vasta e straordinariamente varia, a testimonianza del suo genio poliedrico. La sua produzione per strumenti a corde pizzicate è considerata un pilastro del repertorio. Pubblicò ben quattro libri di intavolatura per chitarrone, il primo a Venezia nel 1604 e i successivi a Roma nel 1616, 1626 e 1640, oltre a un Libro Primo d'intavolatura di lauto dato alle stampe a Roma nel 1611. Queste raccolte contengono toccate, danze e variazioni di incredibile originalità e difficoltà tecnica.

Anche la sua produzione vocale è di grande rilievo. A Roma pubblicò un Libro Primo de Madrigali a cinque voci col basso continuo nel 1609 e ben sette libri di villanelle, l'ultimo dei quali, intitolato Li Fiori, vide la luce nel 1632. Scrisse anche due libri di arie passeggiate, uno nel 1612 e un altro nel 1623, e due importanti raccolte di musica sacra vocale, i Motteti passeggiati a una voce del 1612 e le Cantiones sacrae del 1628.

Kapsberger si distinse anche come compositore di musica strumentale d'insieme, con il suo Libro Primo di Sinfonie a quattro del 1615. Fu inoltre autore di opere per il teatro e per celebrazioni importanti. Nel 1622 compose l'opera-oratorio per la canonizzazione di Sant'Ignazio, mentre nel 1627 scrisse il Coro musicale per le nozze di Taddeo Barberini e Anna Colonna, un evento di grande risonanza nella Roma dell'epoca. Tra le sue opere si contano anche il dramma Fetonte del 1630 e I Pastori di Bettelemme dello stesso anno, sebbene alcune delle sue opere teatrali, come La vittoria del principe Vladislao in Valacchia del 1625, siano andate perdute.

Briciole di storia

Scena tratta dalla <i>Gerusalemme Liberata</i> di Tasso, raffigurante la maga Armida che, sul punto di uccidere il cavaliere Rinaldo, se ne innamora.
Rinaldo e Armida (1601), Olio su tela di Annibale Carracci, Museo nazionale di Capodimonte, Napoli.
Pubblico dominio (Commons)