La vita
La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare nel cuore del dibattito settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.
Giuseppe Jozzi, noto anche come Yozi o Jossi, nacque a Roma intorno al 1710. La sua carriera musicale iniziò come soprano castrato, esibendosi in ruoli sia comici che seri a Roma tra il 1729 e il 1740. Il suo debutto avvenne nella cantata Arianna e Teseo di Leonardo Leo. La sua carriera lo portò anche a Venezia e poi a Londra, dove si trasferì nel 1745. In Inghilterra, pur essendo apprezzato come cantante, si distinse soprattutto come clavicembalista, guadagnandosi gli elogi del celebre musicologo Charles Burney.
La sua reputazione subì una battuta d'arresto quando fu coinvolto in uno scandalo di plagio, che lo costrinse a lasciare Londra nel 1750. Aveva tentato di spacciare per proprie otto sonate per clavicembalo, che in realtà appartenevano al suo presunto maestro, Domenico Alberti. L'editore Walsh smascherò l'inganno, pubblicando la raccolta come opera di Alberti nel 1748. Dopo questo episodio, Jozzi si spostò a Stoccarda, dove rimase fino al 1756, lavorando come virtuoso di corte. Nonostante lo scandalo, continuò a esibirsi e a pubblicare le sonate di Alberti a proprio nome, questa volta ad Amsterdam. Tra il 1765 e il 1768, si esibì anche in Portogallo, interpretando ruoli da protagonista in opere di altri compositori italiani. Morì probabilmente a Roma, sua ultima residenza, nel 1784.
Aneddoto
Il plagio delle sonate
Giuseppe Jozzi è ricordato anche per un episodio controverso: tentò di pubblicare a suo nome otto sonate per clavicembalo scritte dal suo maestro, Domenico Alberti. L'editore John Walsh lo smascherò, pubblicando le musiche con il nome del vero autore. Nonostante lo scandalo, Jozzi continuò a spacciare quelle sonate come sue, ripubblicandole ad Amsterdam.Le opere
Le composizioni di Giuseppe Jozzi si inseriscono pienamente nel gusto musicale del suo tempo, caratterizzato da uno stile elegante e raffinato. La sua musica risente dell'influenza del suo maestro Domenico Alberti, ma non è priva di tratti originali che rivelano una spiccata personalità artistica. La sua produzione è incentrata principalmente sul clavicembalo, lo strumento che gli diede maggiore fama in tutta Europa.
Il suo catalogo include un Concerto per cembalo e orchestra, pubblicato a Parigi nel 1758, e diverse raccolte di sonate. Tra queste, una collezione di Sonate per cembalo stampata sempre a Parigi nel 1760 e una A collection of lessons for the harpsicord pubblicata a Londra tra il 1761 e il 1762. Successivamente, intorno al 1769, apparve a Londra un'altra raccolta intitolata Six selected sonatas.
La sua opera più discussa è la raccolta di Otto sonate per clavicembalo che fu al centro di una controversia di attribuzione con il suo maestro Alberti. Nonostante l'editore londinese Walsh le avesse pubblicate come opera di Alberti nel 1748, Jozzi le ripubblicò a proprio nome ad Amsterdam nel 1761. Sebbene la questione non sia mai stata del tutto chiarita, alcuni studi musicologici moderni hanno suggerito che diversi movimenti di quelle sonate potrebbero effettivamente essere frutto del genio di Jozzi, a testimonianza della sua abilità compositiva.
Briciole di storia
Pubblico dominio (Commons)