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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del grande alveo del Romanticismo italiano, spingendosi fino alle soglie del Realismo post-unitario.

Giuseppe Grassi de Joannon, compositore originario di Palmi, in Calabria, nacque il 24 febbraio 1815. Le sue prime lezioni di musica le ricevette da Maria Antonia Manfroce, sorella del celebre compositore Nicola Antonio, e successivamente continuò i suoi studi con Carmine Jonata, che era organista e maestro di cappella del duomo di Palmi. Dopo aver acquisito una solida base musicale nella sua città natale, si trasferì a Napoli, dove approfondì gli studi di armonia e contrappunto presso il prestigioso conservatorio di San Pietro a Majella. A Napoli si dedicò alla composizione e all'insegnamento, diventando un punto di riferimento per la scena musicale locale.

Aneddoto


Il compositore della festa

Nel 1840, Giuseppe Grassi de Joannon celebrò il suo legame con la città natale, Palmi, componendo un "melodramma in onore di san Rocco", patrono della città. Questo brano fu un omaggio musicale alla tradizione e alla devozione della sua gente, dimostrando la sua profonda connessione con le proprie radici.

Le opere

La produzione di Giuseppe Grassi de Joannon include diverse opere teatrali, tra cui La vergine del Castello del 1846 e D. Alessio, ossia D. Procopio a Carditiello, o N'asciuta a lo Fusaro, che debuttò con un discreto successo al teatro Nuovo di Napoli nel 1849. La sua ultima opera teatrale conosciuta è Tre matrimoni, del 1852. Fu anche autore di numerose cantate, come il Melodramma in onore di san Rocco protettore della città di Palmi (1840), la Cantata in onore della Madonna della Montagna (1850), La guida e il solitario (1857) e Bizzarria sulla Virginia.

Per quanto riguarda le composizioni per pianoforte, scrisse diversi brani, tra cui La traviata, L'eco. Melodie popolari variate, Divertimento brillante, La sonnambula, Ave, Maris Stella, Venite al tempio e Il giorno di Maria. Nelle ore desolate. La sua produzione sacra include una Messa a piena orchestra "Napoli per Seminara".

Briciole di storia


L'imperatore a Milano tra feste e tensioni

L'imperatore d'Austria, Ferdinando I, visitò Milano nel 1838 per essere incoronato Re del Lombardo-Veneto con la Corona Ferrea, simbolo del potere sui territori italiani. L'evento fu celebrato dalle autorità austriache con feste sfarzose, balli e parate per mostrare un'immagine di consenso e magnificenza. La nobiltà e l'alta borghesia milanese, però, accolsero l'imperatore con freddezza e distacco, disertando in massa molte delle cerimonie ufficiali. Questo boicottaggio passivo fu un chiaro segnale politico: nonostante la facciata festosa imposta dal governo, l'insofferenza verso il dominio austriaco era profonda e diffusa, preannunciando le future insurrezioni.