Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Dorisio Isorelli, compositore italiano nato a Parma nel 1544, trascorse la maggior parte della sua vita a Roma, dove si stabilì in giovane età. I suoi primi studi musicali lo portarono a sviluppare un talento che lo rese noto nel panorama musicale romano. La sua carriera si distinse per la sua attività all'interno della Congregazione dell'Oratorio, fondata da San Filippo Neri, dove visse come fratello laico.

La sua produzione musicale, sebbene non dettagliata, include le Lamentazioni del Giovedì Santo, numerose laudi e diversi madrigali. Collaborò anche con altri compositori alla realizzazione delle musiche per "La rappresentazione dell'anima e del corpo", un'opera di stampo poetico-filosofico di Emilio de' Cavalieri, contribuendo in maniera significativa a questo importante lavoro. Isorelli è considerato una figura di transizione, la cui opera si colloca tra il tardo Rinascimento e il primo Seicento.

Aneddoto


Il musicista della fede

Dorisio Isorelli non era un semplice compositore, ma dedicò la sua vita alla musica e alla fede. Visse come fratello laico nella Congregazione dell'Oratorio, un'esperienza che sicuramente influenzò la sua produzione, specialmente i suoi lavori di musica sacra come le Lamentazioni del Giovedì Santo e le sue numerose laudi.

Le opere

Dorisio Isorelli compose diversi madrigali e laudi, oltre alle Lamentazioni del Giovedì Santo. La sua musica è legata anche alla collaborazione per l'opera-oratorio "La rappresentazione dell'anima e del corpo" di Emilio de' Cavalieri, per la quale scrisse alcune parti musicali. La sua produzione, sebbene non molto ampia, testimonia un'adesione ai generi musicali più diffusi e apprezzati del suo tempo. Purtroppo, molte delle sue composizioni non sono giunte fino a noi. Le sue opere sono un esempio dell'evoluzione della musica italiana nel passaggio tra il Rinascimento e il nuovo stile del Seicento.

Briciole di storia


Tramonto e alba di due geni

Il 18 febbraio, a Roma, moriva a quasi 89 anni Michelangelo Buonarroti. Con lui, si spegneva l'ultimo gigante del Rinascimento, l'artista che più di ogni altro aveva incarnato un'intera epoca. Sembrava la fine di un mondo. Ma solo tre giorni prima, il 15 febbraio, a Pisa, era nato un bambino che avrebbe dato il via a una rivoluzione altrettanto profonda: Galileo Galilei. La storia volle che, nella stessa settimana, il sole tramontasse sul più grande degli artisti del Rinascimento e sorgesse su colui che sarebbe diventato il padre della scienza moderna. L'uomo che aveva dipinto magistralmente il cielo sulla volta della Cappella Sistina lasciò il testimone a colui che, quel cielo, l'avrebbe scrutato con i cannocchiali.