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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel clima di fine Ottocento, in cui convivono le poetiche del Realismo e del nascente Decadentismo, la sua maturità artistica si esprime nel primo Novecento, un'epoca di straordinaria densità culturale in cui si sovrappongono Verismo, Simbolismo e Decadentismo.

Mattia Forte nacque a Capriglia, frazione di Pellezzano, nel 1866. Figlio di Luigi e Maria Sapere, dimostrò fin da giovane grande predisposizione per la musica, tanto da suonare il pianoforte già in età precoce.

Aneddoto


L’amicizia con Di Giacomo

Dopo la sua morte, Salvatore Di Giacomo scrisse una lettera alla famiglia, ricordandolo come un amico fraterno e un artista di grande sensibilità.

Le opere

La sposa tebana (Venezia, Teatro La Fenice, 1884).

Botton di rosa (Venezia, Teatro La Fenice, 1889).

Anfitrione, operetta in tre atti (Napoli, Politeama, 1890).

Il timpano magico (Venezia, Teatro La Fenice, 1891).

Canto marinaresco (Milano, Ricordi, 1896).

La Celeste (1896).

Giorgetta la merciaia (Napoli, Teatro Eldorado, 1903).

Inni sacri per feste religiose (1910).

Canzone ’e berzagliere (1912).

Caino (1912).

Notte di stelle, notturno per pianoforte (1914).

Amor di valzer (1919).

Altri brani vocali e strumentali, tra cui Piccola Messa Solenne, Sinfonia, Ave Maria, Dixit.

Briciole di storia


L'eccidio di Dogali, il primo trauma dell'Africa italiana

Il 26 gennaio 1887, una colonna di circa 500 soldati italiani, comandata dal tenente colonnello Tommaso De Cristoforis, fu intercettata e circondata a Dogali, in Eritrea, da un'armata etiope di quasi 10.000 uomini guidata da Ras Alula. Dopo aver rifiutato di arrendersi, gli italiani combatterono per ore fino all'ultima cartuccia. Alla fine, furono tutti massacrati. L'eccidio di Dogali fu il primo, grave disastro militare dell'avventura coloniale italiana e suscitò un'ondata di profonda commozione e rabbia in patria. La notizia provocò la caduta del governo Depretis e creò il mito dei caduti di Dogali, trasformando una cocente sconfitta in un evento da vendicare, che alimentò le successive e sfortunate campagne d'Africa.

Dipinto della fase matura dell'artista che raffigura un gruppo di donne sedute su una scalinata assolata nel borgo ligure di Riomaggiore.
Ore di ozio a Riomaggiore (1892), Olio su tela di Telemaco Signorini, Collezione privata.
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