Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno dell'Arcadia, la sua maturità artistica si esprime in un contesto di grande ricchezza stilistica, in cui la solida struttura arcadica si confronta e si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.

Nato a Napoli intorno al 1700, Nicola Fiorenza fu una figura di rilievo nella scena musicale partenopea del Settecento. La città era allora un centro vivacissimo di teatri, accademie e conservatori, che attiravano musicisti da tutta Europa.

Aneddoto


Un maestro stimato

Un contemporaneo lo ricordava come “valente professore” e autore di sinfonie piene di estro e grazia, accostandolo ai migliori compositori del suo tempo.

Le opere

Circa trenta composizioni strumentali, tra sinfonie, concerti e sonate, caratterizzate da libertà formale e contrasti ritmici.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Scena di vita quotidiana in Campo San Vidal a Venezia, con una bottega di scalpellini allestita per il restauro della vicina chiesa.
Il Cortile dello scalpellino (1727), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), National Gallery, Londra.
Pubblico dominio (Commons)