La vita
Formatosi nel clima di fine Ottocento, in cui convivono le poetiche del Realismo e del nascente Decadentismo, la sua maturità artistica si esprime nel primo Novecento, un'epoca di straordinaria densità culturale in cui si sovrappongono Verismo, Simbolismo e Decadentismo.
Nato a Torino nel 1867, Giocondo Fino apprese dalla madre le prime nozioni di musica e proseguì gli studi al Liceo Musicale della sua città con Giovanni Bolzoni. Per volontà della famiglia intraprese anche studi religiosi e nel 1889 fu ordinato sacerdote.
Aneddoto
Un’opera attesa
L’opera La festa del grano fu attesa con grande curiosità dal pubblico torinese e, dopo la prima del 1910, conobbe numerose repliche in altri teatri.Le opere
Nubi della vita, suite per orchestra.
Il Battista, azione sacra in tre parti su libretto di Savino Fiore e Saverio Fino (Torino, Teatro Vittorio Emanuele, 1906).
Noemi e Ruth, oratorio su libretto di Saverio Fino (Bergamo, Teatro Rubini, 1908).
La festa del grano, poema tragico in un prologo e due atti su libretto di Fausto Salvatori (Torino, Teatro Regio, 1910).
Parej del 59, commedia vaudeville (Torino, Teatro Michelotti, 1915).
Debora, opera in tre atti, non rappresentata (ca. 1916).
Christus, poema sinfonico (ca. 1916).
Campane a gloria, opera in un atto (Torino, Politeama Chiarella, 1916).
La preus e ’l capot, commedia musicale (Torino, Teatro Scribe, 1917).
Via Crucis D. N. Iesu Christi, oratorio (Torino, Teatro Vittorio Emanuele, 1929, revisione 1931).
Don Giuseppe, commedia musicale (Torino, Teatro Rossini, 1933).
Briciole di storia
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