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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel periodo del Realismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano e convivono le poetiche del Verismo, del Decadentismo e del Simbolismo.

Nato a Tramutola, in provincia di Potenza, nel 1858, Vincenzo Emidio Carmine Ferroni studiò al Conservatorio di Parigi, allievo di Savard per l’armonia e di Jules Massenet per la composizione. Vi insegnò come supplente di armonia dal 1876 al 1883 e nel 1885 vinse un concorso internazionale indetto dal giornale Le Figaro con l’Hymne d’un pâtre lydien.

Aneddoto


Una scuola di maestri

Al Conservatorio di Milano Ferroni formò generazioni di musicisti, che avrebbero segnato la vita musicale italiana del primo Novecento.

Le opere

Opere teatrali: Rudello (1889), Ettore Fieramosca (Como, 1896), Il Carbonaro (Milano, 1900), Zingaresca o Chanson de Bohémiens (1909), Silia (1909), Lisa Clemens (1913–14).

Musica sinfonica: Suite romantica (1890), Ariosto (ouverture), Rhapsodie espagnole, Symphonie en mi bémol majeur (1887), Risorgimento (1909), Il chiostro insidiato, Ellade, seconda sinfonia.

Musica da camera: Leggenda per violino e pianoforte, Quatuor à cordes en ré mineur, due pezzi per violoncello e pianoforte op. 36, Trio avec piano en ré majeur (1906), Sonate pour violon & piano en fa majeur, Fantasia eolica, secondo trio con pianoforte.

Musica per pianoforte: Caprice op. 5, Valse triste op. 9, En courant op. 23, Rêverie op. 25, Notturno, Chaconne op. 45, Bohême Marsch op. 52, Mazurka n. 3 op. 66, Rapsodia adriatica op. 82.

Musica vocale: dieci Mélodies, Passé, Nevicando op. 39, Ave Maria op. 46.

Musica per organo: Choral et Fugue, Elevazione, Offertoire, Sortita, Versets, Préludes.

Scritti: Della forma musicale classica (Milano, 1908), Corso di contrappunto e fuga (Milano, 1939, postumo).

Briciole di storia


Muoiono il Re e il Papa

Il 1878 segnò la fine simbolica di un'intera epoca. A distanza di meno di un mese, morirono i due grandi antagonisti del Risorgimento. Il 9 gennaio, a Roma, si spense Vittorio Emanuele II, il Re Galantuomo, primo sovrano dell'Italia unita. Il suo corpo fu tumulato solennemente nel Pantheon, trasformato in sacrario della nuova nazione. Il 7 febbraio, sempre a Roma, morì Papa Pio IX, il pontefice che aveva perso il potere temporale e si era dichiarato prigioniero in Vaticano. La quasi contemporanea scomparsa dei due protagonisti della questione romana chiuse definitivamente il capitolo delle guerre d'indipendenza. Con il nuovo Re, Umberto I, e il nuovo Papa, Leone XIII, l'Italia si affacciava a una nuova fase della sua storia, con nuove sfide e nuove tensioni.

Scena anti-retorica della realtà della guerra, che raffigura un soldato caduto, trascinato dal suo cavallo imbizzarrito con un piede incastrato nella staffa.
Lo staffato (1878), Olio su tela di Giovanni Fattori, Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze.
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