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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione si colloca nel periodo del Realismo post-unitario, mentre la sua maturità artistica si esprime nel cuore del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano le poetiche del Verismo, le raffinatezze del Decadentismo e le suggestioni del Simbolismo.

Nato a Salemi nel 1863, Alberto Favara compì i suoi studi a Palermo e poi a Milano, entrando in contatto con importanti personalità musicali dell’epoca. Tornato in Sicilia, si affermò come docente al Conservatorio di Palermo, dove ebbe un ruolo fondamentale nella formazione di giovani musicisti.

Aneddoto


Mille melodie salvate

Favara percorse villaggi e campagne della Sicilia per trascrivere i canti direttamente dalla voce del popolo: un lavoro immenso che salvò un patrimonio altrimenti perduto.

Le opere

Come compositore, Favara scrisse brani corali, sinfonici e cameristici, che risentono spesso dell’influsso del canto popolare.

La sua opera principale resta la raccolta dei Canti popolari siciliani, pubblicata postuma nel 1957, che raccoglie circa mille trascrizioni eseguite tra il 1907 e il 1923. Questa collezione costituisce ancora oggi una fonte imprescindibile per lo studio della musica tradizionale siciliana.

Briciole di storia


La scossa di Casamicciola

La sera del 28 luglio 1883, una scossa di terremoto di appena dodici secondi rase quasi completamente al suolo il comune di Casamicciola, sull'isola d'Ischia. Il bilancio fu spaventoso, di oltre 2.300 morti. Il disastro ebbe un'enorme eco in tutta Italia, anche grazie alle prime, rudimentali fotografie che documentarono la distruzione. La tragedia di Casamicciola non fu solo un evento naturale, ma divenne un dramma nazionale che, per la prima volta, mise la giovane nazione di fronte alla propria fragilità idrogeologica e all'impreparazione dello Stato nel gestire le emergenze, temi che sarebbero tragicamente tornati d'attualità molte volte nella storia del Paese.

Opera manifesto del Verismo sociale che raffigura la dura vita dei contadini, con un uomo che vanga la terra e una donna che allatta suo figlio.
Vanga e latte (1884), Olio su tela di Teofilo Patini, Ministero dell'agricoltura, Roma.
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