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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.

Vincenzo Fabrizi è stato un compositore italiano, nato a Napoli nel 1764 e la cui morte è collocabile intorno al 1812, probabilmente a Roma. Studiò presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli, dove ebbe come maestro Fedele Fenaroli. Il suo debutto come operista risale al 1783 con l'opera I tre di cui si fa menzione, rappresentata al teatro Del Fondo di Napoli. La sua carriera lo portò a viaggiare in Italia e in Europa, con numerose rappresentazioni di successo a Roma, Vienna, Praga e San Pietroburgo.

Dopo un periodo di grande attività teatrale, Fabrizi si stabilì a Roma nel 1792, dove fu nominato maestro di cappella della cattedrale di Tivoli e divenne socio della Congregazione di Santa Cecilia. In questo periodo si dedicò anche all'insegnamento. Morì probabilmente a Roma nel 1812. Il suo stile si distingue per l'influenza della scuola napoletana, mescolata a un'eleganza melodica e una spiccata capacità drammatica che lo rendono una figura interessante del suo tempo.

Aneddoto

Le opere di Vincenzo Fabrizi furono così apprezzate da essere rappresentate non solo nei teatri italiani, ma anche in importanti capitali europee come Vienna, Praga e San Pietroburgo. Questo successo internazionale testimonia la sua popolarità e la sua abilità nel comporre musica che piaceva a un pubblico vasto e cosmopolita.

Le opere

Vincenzo Fabrizi fu un compositore prolifico, autore di circa venticinque opere, sia serie che buffe. Il suo debutto avvenne a Napoli nel 1783 con l'opera buffa I tre di cui si fa menzione. Tra i suoi lavori più celebri si annoverano La Gelosia di Lisetta (1785), Il calzolaio (1787), Chi dell'altrui si veste d'altrui si spoglia (1787), Il Viaggiatore sfortunato (1787), L'amore per interesse (1787), La Passione di Gesù Cristo (1787), La cosa rara (1787) e Il convitato di pietra (1787).

Oltre alle opere liriche, compose anche musica sacra, come l'oratorio Il sacrificio d'Abramo (Roma, 1790) e l'intermezzo L'albergatrice vivace (Vienna, 1790). La sua opera Il calzolaio (1787) fu un successo clamoroso e venne ripresa in molti teatri europei. La sua produzione include anche musica da camera, sinfonie e altre composizioni che dimostrano la sua versatilità e la sua padronanza di diversi stili musicali.

Briciole di storia

del diritto

Trasparenza, che idea!

Nel suo scritto sui feudi Dragonetti lanciò una proposta da far sobbalzare il Settecento: rendere pubblici leggi e dibattiti, così che il popolo potesse davvero informarsi. Open government ante litteram!

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L'incendio al deposito degli oli a San Marcuola (1789), Olio su tela di Francesco Guardi, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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