La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nel periodo dell'Arcadia.
Giuseppe Fabbrini fu un compositore e organista italiano del XVII secolo, nato a Colle Val d'Elsa. Dopo aver studiato a Roma, ricoprì l'incarico di organista del Duomo di Siena dal 1671 al 1681. Successivamente tornò a Roma, dove fu allievo di Bernardo Pasquini e si esibì come contralto nella cappella di San Giovanni dei Fiorentini tra il 1681 e il 1683.
Nel 1685 rientrò a Siena, dove assunse il prestigioso ruolo di maestro di cappella del duomo, una posizione che mantenne fino al 1704. In seguito alla morte improvvisa del suo successore, riprese la carica nel gennaio del 1708, che detenne fino alla sua scomparsa, avvenuta il 20 novembre dello stesso anno. Fu anche maestro di cappella del Collegio Tolomei, gestito dai Gesuiti dal 1676. Fu aggregato all'Accademia dei Rozzi con il nome di "Armonico," un titolo che riflette la sua riconosciuta abilità musicale. Fu sepolto nel Duomo di Siena.
Aneddoto
Giuseppe Fabbrini era così apprezzato per la sua maestria musicale che fu accolto nell'Accademia dei Rozzi, una delle più antiche accademie letterarie e teatrali d'Europa, con il soprannome di "Armonico", a testimonianza del suo talento nella composizione.
Le opere
Giuseppe Fabbrini fu un compositore di spicco, autore di diversi drammi per musica e oratori. Tutti i suoi drammi teatrali furono scritti su libretto di Girolamo Gigli e rappresentati durante il periodo di carnevale al teatro del Collegio Tolomei di Siena tra il 1685 e il 1693. Tra queste opere teatrali si annoverano La Geneviefa (1685), La forza del sangue e della pietà (1686), Lodovico Pio (1687), L'Atalipa (1688), La fede ne' tradimenti (1689) e La Giuditta di Baviera (1693).
Oltre alle opere, Fabbrini compose anche oratori, come Il cielo, la terra, l'abisso (Vienna, 1680), La madre de' Maccabei (Siena, 1688), L'Atalia (Siena, 1694) e Il diluvio universale (Siena, 1695). Inoltre, aggiunse prologhi, intermedi e arie a un dramma per musica di Alessandro Scarlatti, L'onestà negli amori, per una rappresentazione all'Accademia dei Rozzi nel 1690. Molte delle sue composizioni sacre sono conservate nell'archivio del duomo di Siena.