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COMPOSITORI


La vita

La sua carriera, sia nella fase formativa che in quella della maturità, si colloca in un fecondo crocevia culturale di metà Settecento in cui convivono e si influenzano a vicenda l'eleganza dello stile Rococò e le prime istanze razionaliste dell'Illuminismo.

Pasquale Errichelli, o Erichelli, è stato un compositore italiano la cui carriera si è svolta principalmente a Napoli nel corso del XVIII secolo. Dopo aver completato la sua formazione presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini, un'importante istituzione musicale napoletana, nel 1747 ottenne l'incarico di organista presso la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. Nel 1763, il suo talento gli valse una promozione a organista del primo coro.

Tra il 1753 e il 1758, Errichelli compose e mise in scena numerose opere per i teatri di Napoli e Roma, riscuotendo un notevole successo. Le sue opere includevano sia drammi seri che buffi. Nel 1771, collaborò con Giacomo Insanguine per completare il terzo atto dell'opera Eumene, lasciata incompiuta da Gian Francesco de Majo. Il suo ultimo incarico documentato fu quello di maestro di cappella a Sulmona nel 1775. La sua opera più celebre fu l'Issipile, che l'architetto Luigi Vanvitelli definì il miglior esempio dello stile di Hasse.

Aneddoto

La prima opera seria di Errichelli, Issipile, riscosse un tale successo che l'architetto Luigi Vanvitelli la definì "il miglior esempio di imitazione dello stile di Hasse", una lode che testimonia la sua abilità nel padroneggiare i canoni dell'epoca.

Le opere

Pasquale Errichelli compose diverse opere teatrali che furono rappresentate con successo nei teatri di Napoli e Roma. Tra queste, la sua prima opera seria, Issipile (1754). Il suo repertorio operistico include anche opere buffe come La serva astuta (1753), in collaborazione con Gioacchino Cocchi, e Il finto turco (1753). Contribuì anche alla conclusione dell'opera Eumene nel 1771, completando il terzo atto.

Oltre alle opere, la sua produzione comprende anche musica vocale e strumentale. Tra i suoi lavori vocali spiccano l'oratorio Gerosolina protetta (Chieti, 1778), una Messa in re maggiore e varie arie e cantate. Compose anche musica strumentale, tra cui una sinfonia in re maggiore e due sonate a tre per flauto e basso continuo.

Briciole di storia

Incisione dalla celebre serie, intitolata <i>Le antichità Romane</i>, che documenta l'interno di un colombario romano. Con stile inconfondibile, Piranesi trasforma una veduta archeologica in una scena drammatica, enfatizzando la grandiosità monumentale e il senso di decadenza del passato, grazie anche all'uso teatrale del chiaroscuro.
Camera sepolcrale della famiglia di Lucio Arrunzio (1756), acquaforte di Giovanni Battista Piranesi, Dalla serie intitolata Le antichità Romane, tomo II, tav. IX.
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