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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel clima di fine Ottocento, in cui convivono le poetiche del Realismo e del nascente Decadentismo, la sua maturità artistica si esprime nel primo Novecento, un'epoca di straordinaria densità culturale in cui si sovrappongono Verismo, Simbolismo, Decadentismo e la rivoluzione del Futurismo.

Nato a Palmi nel 1866, Cilea decise di dedicarsi alla musica da bambino, dopo aver ascoltato una banda cittadina eseguire la Norma di Bellini. Studiò al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove si diplomò nel 1889 presentando l’opera Gina. Questa prima prova gli valse l’attenzione dell’editore Sonzogno, che gli commissionò Tilda, rappresentata nel 1892 con successo in Italia e a Vienna.

La sua terza opera, L’Arlesiana (1897), debuttò al Teatro Lirico di Milano con Enrico Caruso protagonista, e rese celebre la romanza Il lamento di Federico. Nel 1902 la Scala di Milano accolse Adriana Lecouvreur, la sua opera più celebre, oggi parte stabile del repertorio internazionale.

Seguì Gloria (1907), diretta da Toscanini, ma il parziale insuccesso convinse Cilea ad abbandonare il teatro. Continuò a comporre musica da camera e sinfonica e diresse il Conservatorio di Palermo e quello di Napoli. Morì a Varazze nel 1950, lasciando un’eredità musicale di grande raffinatezza e un rapporto indissolubile con la sua Calabria.

Aneddoto


Caruso e il Lamento di Federico

La prima de L’Arlesiana rese celebre il giovane Caruso, che con la romanza Il lamento di Federico conquistò il pubblico milanese.

Le opere

Le principali opere teatrali comprendono Gina (1889), Tilda (1892), L’Arlesiana (1897), Adriana Lecouvreur (1902) e Gloria (1907). Compose inoltre musica sinfonica, tra cui un poema dedicato a Verdi (1913), e numerose liriche da camera. Istituzioni come il Conservatorio di Reggio Calabria e il Teatro Cilea portano oggi il suo nome.

Briciole di storia


Nasce la Pizza Margherita, un tricolore per la Regina

Nel giugno del 1889, in occasione di una visita a Napoli, la Regina Margherita di Savoia, stanca della complessa cucina francese servita a corte, espresse il desiderio di assaggiare la pizza. Fu convocato a Palazzo Capodimonte il più celebre pizzaiolo della città, Raffaele Esposito. Egli preparò tre pizze, ma quella che conquistò la Regina fu una creazione pensata appositamente per lei, i cui ingredienti richiamavano la bandiera italiana, col pomodoro (rosso), la mozzarella (bianco) e il basilico (verde). La Regina apprezzò così tanto che Esposito, in suo onore, battezzò quella creazione "Pizza Margherita". Nacque così, quasi per caso, la pizza più famosa e amata del mondo.

Dipinto divisionista che raffigura una famiglia di contadini tra le pecore su una barca al tramonto, immersi in un'atmosfera di quiete e religiosità.
Traghetto all'Ave Maria (1886), Olio su tela di Giovanni Segantini, Museo Segantini, St. Moritz (in deposito dalla Fondazione Otto Fischbacher, San Gallo).
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