La vita
Formatosi all'alba del gusto arcadico, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.
Nato a Siena nel 1671 in una famiglia legata all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, Azzolino della Ciaia ricevette la formazione musicale a Pisa. Visse tra Pisa, Firenze e Roma, collaborando alla composizione di oratori collettivi come I Trionfi di Giosuè (1703) e Giosuè in Gabaon (1710 ca.). Stabilitosi a Roma tra il 1713 e il 1730, tornò poi a Pisa, dove rimase fino alla morte.
Esperto organaro, progettò nel 1733 il grandioso organo di Santo Stefano dei Cavalieri a Pisa, con cinque manuali e oltre sessanta registri, uno degli strumenti più imponenti del suo tempo. Compose sonate per clavicembalo di straordinaria modernità, caratterizzate da audacie armoniche, cromatismi e virtuosismi, anticipando tratti della sensibilità moderna.
Fu anche autore di glissandi tra i primi nella storia della musica per tastiera. La sua originalità lo pone tra i compositori più innovativi del suo secolo, pur restando meno noto al grande pubblico. Morì a Pisa nel 1755.
Aneddoto
Il grande organo di Pisa
L’organo da lui progettato a Santo Stefano dei Cavalieri, con cinque manuali e soluzioni innovative, stupì i contemporanei per imponenza e modernità.Le opere
Compose oratori collettivi (I Trionfi di Giosuè, Giosuè in Gabaon), sei sonate per clavicembalo stampate a Roma nel 1727, ricercari e brani contrappuntistici per organo. Il suo repertorio tastieristico unisce rigore e fantasia, con sperimentazioni che lo rendono figura originale del Settecento musicale italiano.
Briciole di storia
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