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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione si colloca nel complesso clima del Fin de siècle, in cui convivono Realismo e Decadentismo, mentre la sua lunga e poliedrica carriera matura si svolge in un Novecento segnato dalla convivenza tra l'estetica simbolista e decadente e la rivoluzione del Futurismo.

Pietro Canonica nacque a Moncalieri nel 1869. Studiò con Odoardo Tabacchi e si affermò giovanissimo come scultore, vincendo a soli diciassette anni un premio con la statua Novizia. La sua carriera lo portò a realizzare opere monumentali in Italia e all’estero, imponendosi come uno dei più importanti scultori del suo tempo.

Accanto all’attività artistica coltivò la passione per la musica. Compose opere liriche ispirate a grandi autori della letteratura: La sposa di Corinto da Goethe, Medea da Euripide e Seneca, Sacra Terra dall’Eneide e Miranda da Shakespeare. Fu anche autore di musica sacra e sinfonica.

Nel 1929 fu nominato membro dell’Accademia d’Italia da Benito Mussolini e nel 1950 il presidente Luigi Einaudi lo designò senatore a vita. A Roma visse nella “Fortezzuola” di Villa Borghese, oggi Museo Canonica, dove sono conservate molte delle sue opere. Morì nella capitale nel 1959.

Aneddoto


La casa-museo

La sua abitazione romana, la “Fortezzuola” di Villa Borghese, fu donata dal Comune di Roma e oggi ospita il Museo Canonica, con sculture, strumenti e ricordi personali.

Le opere

Canonica realizzò monumenti e statue in Italia e all’estero: tra i più celebri la statua di San Giovanni Bosco nella Basilica di San Pietro (1936), il monumento a Vittorio Emanuele Orlando a Roma (1953), il monumento a Giovanni Paisiello a Taranto (1960). Compose opere liriche come La sposa di Corinto, Medea, Sacra Terra e Miranda. Il suo lascito unisce arti figurative e musica, testimoniando la sua eccezionale versatilità.

Briciole di storia


L'Italia abolisce la pena di morte, un primato di civiltà

Il 30 giugno 1889, l'Italia compì un passo storico di grande portata. Con l'approvazione del nuovo codice penale, promosso dal Ministro della Giustizia Giuseppe Zanardelli, il Regno d'Italia divenne uno dei primissimi stati al mondo ad abolire completamente la pena di morte per tutti i reati. La decisione, influenzata dalle idee illuministe di Cesare Beccaria, fu il frutto di un lungo e acceso dibattito parlamentare. In un'Europa dove la ghigliottina e il patibolo erano ancora in uso, l'Italia si pose all'avanguardia sul piano dei diritti umani, affermando il principio che lo Stato non dovesse macchiarsi dello stesso crimine che intendeva punire.

Opera fondamentale del Simbolismo europeo, in cui Segantini rappresenta la punizione delle donne che hanno rifiutato la maternità, immerse in un gelido paesaggio alpino.
Le cattive madri (1894), Olio su tela di Giovanni Segantini, Österreichische Galerie Belvedere, Vienna.
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