La vita
La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare nel cuore del dibattito settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.
Pasquale Cafaro, conosciuto anche come Caffaro o Caffarelli, fu un compositore di spicco nel panorama musicale napoletano del XVIII secolo. Nato a San Pietro in Galatina, intraprese gli studi musicali a Napoli, dove fu ammesso nel dicembre del 1735 al Conservatorio della Pietà dei Turchini. Qui ebbe l'opportunità di formarsi con maestri di grande prestigio come Nicola Fago e, in particolare, Leonardo Leo, che divenne suo secondo maestro. La sua vita e la sua carriera si svolsero interamente a Napoli, dove si affermò come compositore di oratori, opere, cantate e musica sacra.
La sua carriera accademica e di corte fu altrettanto brillante. Nel luglio del 1759, subentrò a Girolamo Abos come secondo maestro del conservatorio dove aveva studiato, mantenendo l'incarico fino al 1785. Tra i suoi allievi si distinse Giacomo Tritto. Nel 1768 fu nominato maestro soprannumerario della cappella reale e insegnante di musica della regina Maria Carolina. La sua ascesa continuò fino a quando, nel 1771, divenne maestro titolare della cappella reale dopo la morte di Giuseppe de Majo, assumendo anche l'importante ruolo di maestro di musica della real camera. Questi incarichi di prestigio lo spinsero a focalizzare la sua produzione quasi esclusivamente sulla musica sacra, abbandonando l'attività operistica.
Nel solco della tradizione napoletana, Pasquale Cafaro è considerato un ponte musicale che unisce la generazione di grandi maestri come Leonardo Leo e Francesco Durante a quella successiva di Domenico Cimarosa e Giovanni Paisiello. La sua musica, pur legata al genere dell'opera seria, mostrava una spiccata affinità con lo stile vivace dell'opera buffa. Morì a Napoli nel 1787 e fu sepolto nella cappella di Santa Cecilia, accanto a Leonardo Leo e ad altri musicisti della Real Cappella Palatina, onore che testimonia la sua grande importanza musicale.
Aneddoto
Una sepoltura d'onore
Dopo la sua morte, fu sepolto nella cappella di Santa Cecilia, un luogo di riposo per i grandi musicisti della cappella reale di Napoli, proprio accanto alla tomba di Alessandro Scarlatti, a testimonianza del suo grande prestigio.
Le opere
Pasquale Cafaro si dedicò principalmente alla composizione di opere serie, sebbene il suo stile presentasse influssi dell'opera buffa dell'epoca. Tra le sue opere più importanti si annoverano Ipermestra (1751), su libretto di Pietro Metastasio, rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli con la partecipazione di Gaetano Majorano, detto Caffarelli. Seguirono La disfatta di Dario (1756) e L'incendio di Troia (1757), entrambe su libretti del Duca Morbilli di Sant'Angelo, e messe in scena sempre al Teatro San Carlo.
Altre celebri produzioni includono Arianna e Teseo (1766), con libretto di Pietro Pariati, rappresentata al Teatro San Carlo con Caterina Gabrielli e Giuseppe Aprile, e Creso, ultimo rè della Lidia (1768) a Torino. Nel 1769 compose L'Olimpiade, su libretto di Metastasio, e nel 1770 Antigono, ancora di Metastasio, rappresentato al San Carlo con Giuseppe Aprile. Oltre alle opere, la sua produzione vocale profana comprende cinque cantate per il compleanno del Re di Napoli e altre quattro per lo spostamento del sangue di San Gennaro. Tra gli oratori, si ricordano Il figliuol prodigo ravveduto (1745), La Betulia liberata (1746) e Isacco figura del redentore (1763), tutti su libretti di Pietro Metastasio.
La sua musica sacra è molto vasta e comprende diverse messe, tra cui un Kyrie e Gloria per 2 cori (1760), una Messa breve per 4 voci (1769) e un Requiem per 4 voci. Scrisse anche numerosi mottetti, come i tre mottetti pastorali per 2 cori (1747, 1753, 1756) e lo Stabat mater per 4 voci, archi e basso continuo, del 1784.
Briciole di storia
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