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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla piena maturità, si colloca interamente nella prima e più innovativa fase del Barocco, di cui è stata una delle prime e più celebri esponenti femminili.

Francesca Caccini, soprannominata affettuosamente "la Cecchina" per la sua grazia e il suo talento, fu una figura di spicco nel panorama musicale fiorentino e una delle donne che maggiormente influenzarono lo sviluppo della musica all'inizio del XVII secolo. Figlia del celebre compositore Giulio Caccini, ereditò dal padre una profonda passione per la musica, distinguendosi non solo come compositrice, ma anche come cantante, clavicembalista e liutista.

Dotata di un alto ingegno e di una vasta cultura, le sue doti artistiche vennero riconosciute anche al di fuori dei confini italiani. La regina Maria de' Medici, sua ammiratrice, la invitò ad esibirsi alla corte francese di re Enrico IV. Il successo fu tale che il re stesso cercò di trattenerla a Parigi, ma il granduca di Toscana non acconsentì, permettendo il suo ritorno a Firenze, dove fu accolta con grande entusiasmo.

Insieme alla sorella Settimia e alla seconda moglie del padre, Margherita Benevoli della Scala, formò il gruppo delle "donne di Giulio Romano". Insieme si esibirono in importanti rappresentazioni, come l'Euridice di Jacopo Peri e il Rapimento di Cefalo di Giulio Caccini, incantando il pubblico e gli ospiti di riguardo della corte medicea.

Francesca Caccini fu una donna di grande indipendenza artistica, la sua vita privata e professionale fu segnata da successi e riconoscimenti, che la resero una delle figure più rispettate e influenti del suo tempo.

Aneddoto


Il successo alla corte di Parigi

Quando si esibì alla corte di Francia, il re Enrico IV fu così affascinato dalla sua voce e dal suo talento da insistere per averla come musicista stabile. Francesca, tuttavia, tornò in Toscana, dove era già molto amata e apprezzata.

Le opere

Francesca Caccini si distinse come una delle compositrici più prolifiche della sua epoca. La sua eredità artistica è racchiusa in lavori di grande pregio giunti fino a noi, a partire da Il primo libro delle musiche a una e due voci, una raccolta di composizioni pubblicata nel 1618. Un'altra sua opera di grande successo fu il Ballo delle Zingare, rappresentato in prima assoluta nel 1615 a Palazzo Pitti di Firenze, su libretto di Ferdinando Saracinelli.

Nel 1619 compose La fiera, su libretto di Michelangelo Buonarroti il Giovane, che fu rappresentata a Palazzo Uffizi. Il suo capolavoro, e la prima opera conosciuta scritta da una donna, è La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina, presentata nel 1625 alla Villa di Poggio Imperiale a Firenze. Il libretto, tratto dall'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, fu scritto da Ferdinando Saracinelli.

La sua produzione include anche arie come Dove io credea, del 1621, e Ch'io sia fidele, composta nel 1629.

Briciole di storia

Grande tela mitologica che raffigura Diana e le sue ninfe in una gara di tiro con l'arco, capolavoro del classicismo seicentesco.
Caccia di Diana (1616), Olio su tela di Domenichino, Galleria Borghese, Roma.
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