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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola artistica, dal periodo formativo alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del primo Settecento, in un contesto in cui la solida struttura dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò.

Nato a Udine intorno al 1690, Giuseppe Maria Buini si affermò come compositore di opere e intermezzi nella vivace scena teatrale veneziana. Le sue composizioni, spesso destinate a teatri di piccole e medie dimensioni, contribuirono alla diffusione del gusto comico e leggero tipico del tempo.

La sua produzione fu rappresentata anche in Friuli, dove svolse attività musicale fino alla morte, avvenuta nel 1739. Buini è ricordato come uno dei protagonisti della tradizione teatrale friulana e veneziana.

Aneddoto


Intermezzi applauditi

I suoi intermezzi venivano spesso replicati grazie all’entusiasmo del pubblico, che ne apprezzava la freschezza e la vivacità.

Le opere

Buini compose diverse opere teatrali e intermezzi, rappresentati a Venezia e in altre città italiane. Tra le sue partiture, alcune sono giunte fino a noi e documentano il suo stile brillante e comunicativo.

Il repertorio, pur destinato a piccoli organici, si distingue per l’attenzione al ritmo teatrale e alla resa scenica.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Natura morta di Cristoforo Munari, caratterizzata da una composizione ricca e articolata, nello stile tipico del Primo settecento. Su un tavolo coperto da un drappo rosso sono disposti in disordine studiato dei libri, delle preziose porcellane cinesi, che sono quasi una sua firma, un piatto carico di frutta, un cofanetto misterioso e altri oggetti. La luce teatrale esalta la diversa resa delle superfici, creando un'atmosfera opulenta, ma anche intima.
Libri, porcellane cinesi, vassoio di frutta (1710), Olio su tela di Cristoforo Munari, collezione d’arte della Fondazione Manodori, Reggio Emilia.
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