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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un contesto dominato dallo stile dell'Arcadia e dalla nascente galanteria del Rococò, mentre la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la maturità in un'epoca in cui, accanto allo stile rococò e al pensiero illuminista, si affermano i nuovi e più severi ideali del Neoclassicismo.

Nato a Pistoia nel 1706, Giovan Gualberto Brunetti si formò in ambito toscano, affermandosi come maestro di cappella e compositore. La sua carriera lo portò a Pisa, dove diresse istituzioni musicali di rilievo.

Scrisse numerose opere sacre, fra cui messe e oratori, che furono eseguiti nelle principali chiese della Toscana. Parallelamente si dedicò al teatro musicale, componendo opere rappresentate nei teatri locali.

Morì a Pisa nel 1787, lasciando una produzione significativa che testimonia la vitalità musicale della Toscana nel XVIII secolo.

Aneddoto


L’oratorio pisano

Le sue composizioni sacre erano molto apprezzate a Pisa, dove le esecuzioni degli oratori radunavano un pubblico numeroso e appassionato.

Le opere

Tra le opere di Brunetti si ricordano messe e oratori, eseguiti in Toscana durante il Settecento, oltre a lavori teatrali che ebbero una discreta circolazione.

Le sue partiture, conservate in archivi toscani, mostrano un equilibrio tra rigore liturgico e sensibilità drammatica.

Briciole di storia


Critico d'arte, nonostante il diritto

Per desiderio del padre, che lo voleva suo sostituto giusdicente a Bergamo, Pietro Calepio studiò a Roma per laurearsi in giurisprudenza. Tuttavia, la sua vera passione erano le lettere e negli anni romani frequentò assiduamente le accademie arcaiche, come quella di Gian Vincenzo Gravina, dove si esercitò nella poesia e si interessò alla drammaturgia classica. Il culmine di questa passione fu la pubblicazione del suo Paragone della poesia tragica d'Italia con quella di Francia nel 1732, che lo consacrò come critico letterario, in testimonianza di come egli coltivasse un'anima umanistica pur dovendo seguire la carriera giuridica impostagli dalla famiglia.

Scena di vita quotidiana in Campo San Vidal a Venezia, con una bottega di scalpellini allestita per il restauro della vicina chiesa.
Il Cortile dello scalpellino (1727), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), National Gallery, Londra.
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