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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare in un'epoca in cui a questi stili si affianca pienamente il nuovo e più severo ideale del Neoclassicismo.

Nato a Napoli nel 1744, Antonio Brunetti si trasferì a Salisburgo, dove si affermò come violinista di grande talento. Nel 1776 fu nominato Konzertmeister della corte arcivescovile, ruolo di prestigio che lo portò a dirigere e interpretare numerose esecuzioni.

Collaborò con Wolfgang Amadeus Mozart, che gli dedicò alcune composizioni per violino, apprezzandone le capacità tecniche e interpretative. Brunetti fu protagonista della vita musicale salisburghese per oltre un decennio.

Morì nel 1786 a Salisburgo, lasciando il ricordo di un violinista stimato dai contemporanei e legato a un periodo fondamentale della musica europea.

Aneddoto


L’apprezzamento di Mozart

Mozart lo definì in una lettera come un violinista dotato di grande energia e calore, pur ironizzando sul suo carattere impulsivo.

Le opere

Brunetti lasciò opere compositive di rilievo, ma la sua fama è legata all’interpretazione di brani sinfonici e cameristici, in particolare alle esecuzioni dei maestri del tempo.

Il suo ruolo di Konzertmeister contribuì alla diffusione del repertorio orchestrale a Salisburgo e alla valorizzazione del violino come strumento solista.

Briciole di storia


Legittima difesa

Durante il suo secondo soggiorno a Londra, Giuseppe Baretti fu protagonista di un drammatico fatto di cronaca. Una sera, mentre rincasava, fu aggredito da alcuni malviventi in una strada buia. Per difendersi, estrasse un coltellino e, nella zuffa, ferì mortalmente uno degli aggressori. Baretti fu arrestato e processato per omicidio, rischiando la pena di morte. A salvarlo fu la sua reputazione e le sue amicizie altolocate. Al processo, testimoniarono in suo favore alcuni dei più grandi intellettuali d'Inghilterra. La giuria, convinta dalle testimonianze e dalla sua autodifesa, lo assolse per legittima difesa, in un verdetto che fece scalpore in tutta Europa.

Il dipinto raffigura il portico di un palazzo immaginario, in stile rococò, con un eccellente gioco di ombre e luci e una prospettiva precisa.
Prospettiva con portico (1765), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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