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COMPOSITORI


La vita

Formatosi all'inizio del periodo dell'Arcadia, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità arcadica si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.

Nato a Bologna intorno al 1690, Brescianello si formò come violinista e si distinse presto per abilità tecnica e sensibilità musicale. La sua carriera si svolse soprattutto a Stoccarda, dove ottenne incarichi prestigiosi.

Aneddoto


Il maestro a corte

La sua nomina a maestro di cappella a Stoccarda fu salutata con grande entusiasmo dall’orchestra, che riconosceva in lui un leader rispettato e stimato.

Le opere

Brescianello compose diverse opere teatrali, tra cui Tisbe, rappresentata a Monaco nel 1718. La sua musica sacra include messe e mottetti destinati alla cappella ducale.

Fra le opere strumentali spiccano la raccolta Concerti e Sinfonie op. 1 (Amsterdam, 1727), che mostra una scrittura raffinata e un’attenzione particolare al dialogo tra gli strumenti.

Scrisse inoltre suite orchestrali, sinfonie e numerosi brani da camera, contribuendo a diffondere il gusto italiano nell’Europa centrale.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Natura morta di Cristoforo Munari, caratterizzata da una composizione ricca e articolata, nello stile tipico del Primo settecento. Su un tavolo coperto da un drappo rosso sono disposti in disordine studiato dei libri, delle preziose porcellane cinesi, che sono quasi una sua firma, un piatto carico di frutta, un cofanetto misterioso e altri oggetti. La luce teatrale esalta la diversa resa delle superfici, creando un'atmosfera opulenta, ma anche intima.
Libri, porcellane cinesi, vassoio di frutta (1710), Olio su tela di Cristoforo Munari, collezione d’arte della Fondazione Manodori, Reggio Emilia.
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