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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene nel cuore del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo, mentre la sua maturità si svolge in un Novecento segnato dalla rivoluzione del Futurismo e dalle correnti successive.

Pier Giulio Breschi nacque il 28 novembre 1874 e sviluppò un profilo poliedrico, unendo alla passione per la musica quella per il giornalismo e l’incisione. La sua figura testimonia la vitalità culturale di un’Italia che si apriva al Novecento.

Come giornalista si distinse nella direzione di quotidiani, mentre la sua attività di incisore gli consentì di esprimere una sensibilità artistica legata all’immagine e alla parola. La musica rappresentò un ulteriore campo di azione, con composizioni che arricchirono il panorama culturale italiano del tempo.

Morì il 12 agosto 1937 a Santa Margherita Ligure, lasciando il ricordo di un intellettuale versatile, capace di muoversi tra arti diverse e di farsi apprezzare in più ambiti.

Aneddoto


Un talento poliedrico

Breschi riuscì a conciliare con naturalezza tre passioni diverse: giornalismo, incisione e musica, testimoniando un’inesauribile curiosità creativa.

Le opere

Tra le sue opere musicali si ricordano composizioni vocali e strumentali, spesso legate a contesti culturali e intellettuali in cui era inserito. Non meno importante fu la sua produzione giornalistica, che influenzò l’opinione pubblica e contribuì al dibattito culturale italiano.

Come incisore lasciò inoltre lavori apprezzati che riflettono la sua sensibilità artistica. L’insieme delle sue attività lo consacra come figura originale della cultura italiana tra XIX e XX secolo.

Briciole di storia

Opera-manifesto del Verismo italiano e simbolo del XX secolo, che raffigura l'avanzata pacifica ma inarrestabile di un corteo di lavoratori.
Il quarto stato (1901), Olio su tela di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Museo del Novecento, Milano.
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