La vita
Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.
Giuseppe Bozzelli nacque nel 1841 a Sant’Elia Fiumerapido, in provincia di Frosinone. Fin da ragazzo mostrò spiccate inclinazioni musicali, che lo condussero a intraprendere studi approfonditi e a muovere i primi passi nella composizione.
Aneddoto
Una voce dal paese natale
Ancora oggi a Sant’Elia Fiumerapido si ricorda con orgoglio Giuseppe Bozzelli, e i musicisti locali citano spesso il suo nome come esempio di talento che ha saputo farsi strada lontano dal borgo natio.Le opere
Il catalogo delle opere di Bozzelli include composizioni vocali e strumentali, eseguite soprattutto in Piemonte. Pur non essendo sempre di larga diffusione, questi lavori contribuirono a vivacizzare la scena musicale torinese della seconda metà dell’Ottocento.
Tra le sue opere si annoverano brani cameristici e vocali, spesso concepiti per occasioni specifiche, che mostrano un solido mestiere e un gusto raffinato per la scrittura musicale.
Briciole di storia
Un'unità ancora da costruire
Il 17 marzo 1861, il Parlamento Subalpino a Torino proclamò la nascita del Regno d'Italia, offrendo la corona a Vittorio Emanuele II, che divenne Re d'Italia per grazia di Dio e volontà della Nazione. Il sogno di generazioni di patrioti era finalmente realtà. Tuttavia, l'unificazione era tutt'altro che completa, perché mancavano ancora il Veneto, Trento, Trieste e, soprattutto, Roma. Il nuovo regno era un mosaico di leggi, dialetti e usanze diverse, tenuto insieme più dalla forza delle armi che da un vero sentimento comune. La situazione fu riassunta perfettamente da una frase, attribuita a Massimo d'Azeglio, che suonò come una sfida: "L'Italia è fatta. Adesso bisogna fare gli italiani".
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