La vita
La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.
Bartolomeo Bortolazzi nacque a Toscolano Maderno nel 1772. Fin da giovane mostrò una grande predisposizione per il mandolino, che lo portò a distinguersi come uno dei più celebri virtuosi dello strumento tra XVIII e XIX secolo.
Viaggiò a lungo in Europa, specialmente in Austria e Germania, dove si fece conoscere come interprete e come autore di brani per mandolino e chitarra.
Compose inoltre un metodo per mandolino, utile per la diffusione dello strumento e punto di riferimento per numerosi musicisti.
Aneddoto
Il metodo di Vienna
Durante il suo soggiorno a Vienna pubblicò un metodo per mandolino che ebbe una notevole circolazione, contribuendo alla fortuna dello strumento fuori dall’Italia.Le opere
Tra le opere più note di Bortolazzi si ricorda il suo Metodo per Mandolino, stampato a Vienna, che divenne un testo di riferimento per gli studiosi e i dilettanti. Compose inoltre numerosi brani cameristici per mandolino e chitarra, eseguiti in diversi contesti europei.
Briciole di storia
Il giornalista che osò criticare Napoleone
Quando le truppe francesi arrivarono in Italia, il giovane letterato Vittorio Barzoni fu, come molti, un entusiasta sostenitore degli ideali di libertà. A Milano, fondò un giornale, La gazzetta nazionale della Lombardia, per celebrare la nuova era. Ben presto, però, la sua ammirazione per Napoleone si trasformò in un'amara delusione, vedendo che i francesi si comportavano in Italia non da liberatori, ma da conquistatori, saccheggiando opere d'arte e imponendo tasse spropositate. Barzoni allora compì un atto di incredibile coraggio, trasformando il suo giornale in una tribuna di critica arrabbiata contro il regime napoleonico. Mentre tutti celebravano Bonaparte, lui ne denunciò la tirannia, e diventò una delle prime autorevoli e più isolate voci del dissenso, pagando il suo coraggio con l'esilio e la persecuzione.
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