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COMPOSITORI


La vita

Formatosi all'alba del gusto arcadico, la sua lunga e celebre carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.

Giovanni Bononcini nacque a Modena nel 1670 in una famiglia di musicisti. Il padre Bartolomeo lo avviò agli studi, che proseguì con Giulio Cesare Arresti e, a Bologna, con altri maestri rinomati. Fin da giovanissimo dimostrò una straordinaria facilità nella composizione, tanto da essere accolto a soli 15 anni nell’Accademia Filarmonica di Bologna.

La sua carriera si sviluppò inizialmente a Bologna e Roma, dove entrò in contatto con l’ambiente aristocratico e con il cardinale Pamphilj, che gli commissionò cantate e oratori. Negli anni Novanta del Seicento cominciò a distinguersi come operista, ottenendo successo a Venezia, Roma e Napoli.

Bononcini visse poi una lunga stagione a Vienna, dove entrò al servizio della corte imperiale come compositore e violoncellista. La sua musica incontrò il favore di nobili e imperatori, che apprezzavano la sua vena melodica e il gusto elegante delle sue composizioni. Lavorò anche a Berlino e a Londra, dove fu rivale di Händel nella gestione della Royal Academy of Music, contribuendo al rinnovamento dell’opera italiana all’estero.

Nonostante le difficoltà incontrate nella fase finale della carriera, continuò a comporre fino agli ultimi anni, lasciando un catalogo ampio che spazia dall’opera seria alla musica sacra, dalle cantate cameristiche alle sinfonie strumentali. Morì a Vienna nel 1747.

Aneddoto


Un rivale di Händel a Londra

Durante il suo soggiorno londinese, Bononcini divenne il diretto concorrente di Händel: le due fazioni cittadine si dividevano tra “handeliani” e “bononciniani”, e spesso i loro sostenitori riempivano i teatri per sostenere l’uno o l’altro maestro.

Le opere

Tra le opere teatrali più celebri si ricordano Xerse (1694), Il trionfo di Camilla (1696), che ebbe enorme successo a Napoli e Londra, e Astarto (1715), eseguita con grande fasto a Roma. La sua produzione operistica comprende decine di titoli, accolti in tutta Europa con grande favore.

Compose inoltre vari oratori, come La conversione di Maddalena (1701) e San Nicola di Bari, cantate cameristiche diffuse nei salotti aristocratici, nonché messe, mottetti e altre pagine sacre di grande eleganza.

Tra le sue opere str strumentali si segnalano le Sinfonie, i Concerti e soprattutto le sonate per violoncello, che contribuirono ad affermare lo strumento come protagonista della musica solistica del Settecento.

Briciole di storia

Zeus aquila rapisce Ganimede tra nubi e bagliori barocchi.
Ratto di Ganimede (1700), Olio su tela di Anton Domenico Gabbiani, Galleria degli Uffizi, Firenze.
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