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COMPOSITORI


La vita

Formatosi proprio all'alba del nuovo secolo, la sua lunga e prestigiosa carriera, dalla formazione alla piena maturità, si svolge interamente all'interno del periodo Barocco, di cui è stato un importante teorico e cronista.

Severo Bonini nacque a Firenze nel 1582 ed entrò giovanissimo nell’ordine vallombrosano. Mostrò fin dall’inizio una viva predisposizione per la musica, che coltivò sotto la guida di Luca Bati, uno dei maggiori maestri fiorentini dell’epoca. Divenuto organista, ricoprì incarichi in diverse chiese, fino ad arrivare alla cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Il suo lavoro si distinse per l’ampia produzione di madrigali, arie e mottetti, che rivelano il passaggio dalle forme polifoniche tradizionali alla nuova espressività monodica. La sua attività teorica fu altrettanto rilevante: il trattato Discorsi e regole sovra la musica, pubblicato tra il 1649 e il 1659, è oggi una fonte preziosa per comprendere la pratica musicale e l’evoluzione dello stile nel Seicento.

Morì a Firenze nel 1663, lasciando una testimonianza duratura sia come autore che come osservatore attento della vita musicale del suo tempo.

Aneddoto


Il monaco musicista

Bonini, pur vivendo in monastero, era noto per invitare musicisti e allievi a discutere delle nuove correnti musicali, creando un vivace centro culturale dentro le mura conventuali.

Le opere

La produzione di Bonini comprende numerosi madrigali, arie spirituali e mottetti, che si diffusero anche oltre Firenze. Queste composizioni rivelano un’attenzione particolare al rapporto tra parola e musica, riflettendo la ricerca di un linguaggio più diretto e affettivo.

Di grande valore resta il suo trattato Discorsi e regole sovra la musica, una raccolta di osservazioni, regole e riflessioni che documentano l’evoluzione della musica italiana nel Seicento. In esso si trovano riferimenti alle nuove tecniche compositive e testimonianze dirette sugli autori dell’epoca, rendendolo una fonte di prima importanza per gli studiosi moderni.

Briciole di storia

Ultima fase della decorazione della Galleria, con la celebre scena della Vergine con l'unicorno, ideata da Annibale Carracci e dipinta dal Domenichino.
Decorazione delle pareti della Galleria Farnese (Vergine con l'unicorno) (1604), Affresco di Annibale Carracci (ideazione), Domenichino e altri aiuti (esecuzione), Palazzo Farnese, Roma.
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