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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo, del Verismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.

Enrico Bevignani nacque a Napoli nel 1841 e crebbe in un ambiente ricco di stimoli artistici. Studiò musica nella sua città natale, formandosi sia come pianista che come direttore, e ben presto dimostrò un talento naturale per la concertazione e l’organizzazione teatrale.

Aneddoto


Dal Golfo di Napoli ai teatri imperiali

Durante il suo soggiorno a San Pietroburgo, fu così apprezzato dal pubblico che veniva invitato personalmente a corte per discutere di nuove produzioni e di possibili tournée italiane.

Le opere

Oltre all’attività direttoriale, Bevignani scrisse alcune composizioni vocali e strumentali, oggi poco note ma testimonianza della sua sensibilità musicale. La sua fama, tuttavia, rimase legata soprattutto alle interpretazioni operistiche: a Londra fu applaudito per le esecuzioni di Rigoletto e La traviata, mentre in Russia fu protagonista di stagioni memorabili con Il trovatore e Aida.

In America organizzò e diresse allestimenti di Don Giovanni e Il barbiere di Siviglia, introducendo numerosi cantanti italiani al pubblico oltreoceano. Come impresario ebbe il merito di promuovere la circolazione di artisti e repertori, rendendo possibile la diffusione capillare del melodramma in ambienti fino ad allora periferici rispetto alle grandi capitali musicali.

La sua opera, pur non limitandosi alla direzione d’orchestra, ebbe un impatto duraturo soprattutto sul piano organizzativo e interpretativo, poiché contribuì a consolidare l’immagine internazionale dell’opera italiana e a renderla un patrimonio condiviso in Europa e oltre oceano.

Briciole di storia


La guerra al Brigantaggio

Per stroncare la guerriglia filoborbonica che infiammava il Mezzogiorno, nell'agosto del 1863 il Parlamento italiano approvò la Legge Pica. Non era una legge ordinaria, ma una vera e propria legge marziale che sospendeva i diritti civili nelle province dichiarate in stato di brigantaggio. La legge istituì tribunali militari con il potere di giudicare e fucilare i presunti briganti catturati con le armi in pugno. Fu l'atto più duro e controverso della lotta al Brigantaggio, una sanguinosa guerra civile che contrappose per anni l'esercito del nuovo Regno d'Italia a migliaia di ex soldati borbonici, contadini e ribelli, lasciando una scia di violenza che segnò profondamente la nostra storia.

Capolavoro della pittura macchiaiola che raffigura un sereno momento di vita borghese, con un gruppo di donne che conversano all'ombra di un pergolato in attesa del caffè.
Il pergolato (1868), Olio su tela di Silvestro Lega, Pinacoteca di Brera, Milano.
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