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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione si colloca in un fecondo incrocio di stili, in cui convivono Rococò e Illuminismo, mentre la sua piena maturità artistica si esprime nel nuovo gusto del Neoclassicismo.

Carlo Besozzi nacque a Dresda nel 1738, figlio di Antonio Besozzi, e crebbe in un ambiente musicale straordinariamente fertile. La sua formazione fu segnata dalla tradizione familiare, che lo avviò all’oboe e alla composizione, strumenti con i quali si sarebbe affermato come una delle figure più celebrate della sua generazione.

Aneddoto


L’applauso di Parigi

Durante una tournée a Parigi, Carlo Besozzi ricevette applausi fragorosi per le sue esecuzioni virtuosistiche, tanto che alcuni cronisti scrissero di lui come del “principe dell’oboe”.

Le opere

Carlo Besozzi compose numerosi concerti per oboe e orchestra, lavori che univano brillantezza tecnica e cantabilità melodica. Questi brani, spesso scritti per sé stesso come solista, mettevano in luce le potenzialità dello strumento e furono apprezzati per l’eleganza e l’efficacia.

Accanto ai concerti, lasciò quartetti e sonate da camera, che circolarono tra i musicisti e i dilettanti colti, contribuendo alla diffusione della scuola oboistica italiana in Germania e in Francia. Le sue composizioni si distinguevano per la scrittura fluida e per l’attenzione al dialogo tra gli strumenti.

Le opere di Carlo Besozzi consolidarono la fama della famiglia come una delle più importanti dinastie di strumentisti europei del XVIII secolo, garantendo alla sua figura un posto di rilievo nella storia della musica da camera e concertistica.

Briciole di storia


L'Accademia dei Pugni

Giovanni Battista Biffi fu un esponente di spicco dell'Illuminismo lombardo e fece parte, intorno al 1760, dei fondatori della celebre Accademia dei Pugni di Milano, insieme a Cesare Beccaria e ai fratelli Verri. Il nome di quell'Accademia derivava dal fatto che i membri erano così appassionati e veementi nelle loro discussioni intellettuali da arrivare spesso a prendersi letteralmente a pugni pur di difendere le proprie tesi progressiste.

Ampia e luminosa veduta del Canale della Giudecca a Venezia, con la riva delle Zattere animata da figure e imbarcazioni.
Veduta del Canale della Giudecca con le zattere (1761), Olio su tela di Francesco Guardi, Gemäldegalerie, Berlino.
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