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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare nel cuore del dibattito settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.

Antonio Besozzi nacque a Parma nel 1714, anch’egli erede della tradizione musicale della sua famiglia. Sin da ragazzo fu avviato allo studio dell’oboe e mostrò una predisposizione straordinaria, che gli consentì presto di intraprendere una carriera internazionale.

Aneddoto


L’oboe che incantava Dresda

Durante il periodo a Dresda, si racconta che Antonio fosse talmente apprezzato da essere invitato a esibirsi privatamente davanti ai dignitari stranieri in visita, che rimanevano affascinati dal calore del suo suono.

Le opere

Le composizioni di Antonio Besozzi comprendono sonate, trii e concerti, molte delle quali dedicate all’oboe, strumento che lo rese celebre. Le sue opere circolarono in forma manoscritta e a stampa, trovando estimatori anche fuori dall’Italia.

In particolare le sonate per oboe e basso continuo furono apprezzate per l’agilità delle linee e la naturalezza delle frasi melodiche, qualità che le resero popolari nelle accademie e nei salotti musicali. Anche i suoi concerti venivano eseguiti in pubblico, dando occasione all’autore di esibire le proprie doti di virtuoso.

La musica cameristica di Antonio contribuì a consolidare la reputazione dei Besozzi come una delle famiglie più importanti nella diffusione dello stile italiano in Europa. I suoi lavori restano testimonianza della vitalità musicale che animava le corti di Dresda e Torino nel Settecento.

Briciole di storia

Veduta di Prato della Valle a Padova prima della sua trasformazione, con il mercato e la Basilica di Santa Giustina, dipinta con la luce cristallina tipica di Canaletto.
Il Pra della Valle in Padova (1741), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Museo Poldi Pezzoli, Milano.
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