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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un fertile crocevia culturale in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua maturità lo vede operare nel cuore del dibattito settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.

Andrea Bernasconi nacque a Verona intorno al 1706 e si formò come musicista in Italia, distinguendosi presto per la sua abilità nella composizione teatrale e sacra. Le prime testimonianze della sua attività lo vedono attivo come autore di opere rappresentate in diversi teatri italiani.

Aneddoto


La chiamata a Monaco

Quando nel 1753 giunse a Monaco per assumere la carica di Kapellmeister, la città accolse con entusiasmo il nuovo maestro italiano, riconoscendogli subito talento e prestigio.

Le opere

Bernasconi scrisse numerose opere teatrali rappresentate sia in Italia che in Germania. Tra i titoli più noti figurano L’Olimpiade e Adriano in Siria, eseguiti nei teatri italiani con grande successo. Le sue opere si distinguono per l’intensità drammatica e per la cura delle parti vocali, che mettevano in luce le qualità dei cantanti.

Durante la sua attività a Monaco compose diversi drammi per musica destinati alla corte, contribuendo a vivacizzare la vita culturale della città. Accanto al repertorio teatrale lasciò anche pagine sacre di notevole interesse, come messe, mottetti e cantate, che rivelano una solida padronanza contrappuntistica e un forte senso melodico.

La varietà delle sue opere mostra la capacità di adattarsi ai diversi contesti, dall’opera seria italiana alle esigenze liturgiche della cappella bavarese, confermandolo come uno dei musicisti più versatili del suo tempo.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Scena di vita quotidiana in Campo San Vidal a Venezia, con una bottega di scalpellini allestita per il restauro della vicina chiesa.
Il Cortile dello scalpellino (1727), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), National Gallery, Londra.
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