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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione si colloca nel cuore del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo, mentre la sua maturità di musicologo e compositore si svolge in un Novecento segnato dalla rivoluzione del Futurismo e dalle correnti successive.

Nato a Toscolano, Giacomo Benvenuti ricevette dal padre, organista, le prime nozioni musicali, per poi studiare a Brescia e Bologna con maestri come Marco Enrico Bossi e Luigi Torchi. Quest’ultimo lo introdusse alla paleografia musicale, indirizzandolo verso una carriera che unì creatività e ricerca.

Aneddoto


L’amico di Respighi e Busoni

Benvenuti, durante gli anni bolognesi, fu spesso chiamato ad aiutare Respighi e Busoni, preparando le orchestre per le loro esecuzioni.

Le opere

Oltre a composizioni originali, come il Quartetto d’archi premiato e più volte eseguito, Benvenuti scrisse pagine per pianoforte e canto, tra cui i Canti e i Frammenti di lirici greci.

La sua opera Juan e José, vincitrice di un concorso nel 1928, non venne mai rappresentata, poiché il compositore preferì rivedere continuamente la partitura. Importanti anche le sue edizioni di Monteverdi: l’Orfeo fu pubblicato da Ricordi nel 1934 e riproposto in versioni successive, mentre l’Incoronazione di Poppea fu eseguita al Maggio Musicale Fiorentino e stampata da Suvini Zerboni.

Briciole di storia


Nascono le Ferrovie dello Stato

Il primo luglio 1905, dopo mesi di complesse trattative e un acceso dibattito politico, entrò in vigore la legge che sanciva la nazionalizzazione delle principali linee ferroviarie italiane. Fino a quel momento, la rete era gestita da diverse compagnie private con concessioni statali, in un sistema frammentato e spesso inefficiente. Con questa riforma, voluta dal governo di Alessandro Fortis ma preparata da Giolitti, nacquero le FF.SS., Ferrovie dello Stato. Lo Stato si fece carico di riscattare e unificare oltre 10.000 chilometri di binari, stazioni e locomotive. Fu quella una delle più grandi riforme dell'età giolittiana, un passo decisivo per la modernizzazione e l'unificazione economica del Paese.

Opera futurista che rappresenta la caotica e dinamica percezione della città moderna da una finestra, fondendo interno ed esterno in un'unica visione vorticosa.
Visioni simultanee (1912), Olio su tela di Umberto Boccioni, Von der Heydt Museum, Wuppertal.
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