Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi all'alba del gusto arcadico, la sua lunga e prolifica carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.

Nato a Ferrara nel 1682, Paolo Benedetto Bellinzani si formò musicalmente in un ambiente ricco di stimoli. Ottenne incarichi prestigiosi come maestro di cappella in diverse città italiane, tra cui Udine, Pesaro, Fano e Recanati.

Aneddoto


Un maestro itinerante

I suoi continui spostamenti tra città italiane gli valsero la fama di maestro itinerante, sempre richiesto per la sua bravura.

Le opere

Bellinzani lasciò un’ampia produzione di messe, mottetti e cantate. Pubblicò diverse raccolte di musica vocale, che ebbero diffusione anche fuori dall’Italia.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Dipinto storico in stile Rococò che raffigura Alessandro Magno mentre osserva con rispetto il corpo del suo nemico sconfitto, il re persiano Dario III.
Alessandro davanti al cadavere di Dario (1708), Olio su tela di Giovanni Antonio Pellegrini, Museum Kunstpalast, Düsseldorf.
Pubblico dominio (Google Art Project)