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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima e più innovativa fase del Barocco.

Adriano Banchieri, nato Tommaso a Bologna nel 1568, entrò nell’ordine benedettino olivetano e unì alla vita religiosa una straordinaria attività musicale. Dotato di vivace intelligenza e fantasia, divenne organista e compositore, distinguendosi per originalità e spirito innovativo.

Aneddoto


Il genio dei madrigali comici

Banchieri amava sorprendere il pubblico con i suoi madrigali comici, che univano finezza musicale e pungente ironia, facendo ridere e riflettere gli ascoltatori.

Le opere

Tra le sue opere più celebri vi è La pazzia senile (1607), considerata un capolavoro del madrigale comico. Scrisse anche La saviezza giovenile e altre raccolte che portarono innovazioni decisive nel panorama vocale.

Compose inoltre musica sacra, tra cui messe e mottetti, e raccolte per organo che testimoniavano la sua maestria strumentale. Fu autore anche di trattati, come il Moderna Practica Musicale, che ebbero ampia diffusione tra i contemporanei.

Briciole di storia


La città fondata nel giorno della vittoria

Per difendere i suoi confini orientali dalla minaccia degli Asburgo e dalle incursioni ottomane, la Repubblica di Venezia decise di costruire una fortezza-città di concezione rivoluzionaria, progettata come una perfetta macchina da guerra, una stella a nove punte dove ogni bastione e ogni cortina erano calcolati sulla base della gittata dei cannoni dell'epoca. Ma il vero tocco di genio fu la scelta del giorno per la posa della prima pietra: il 7 ottobre 1593. Non era una data casuale. Era il ventiduesimo anniversario della Battaglia di Lepanto, la più grande vittoria navale della Serenissima contro l'Impero Ottomano. Con questo gesto, Venezia non stava solo costruendo una fortezza, ma inviando un messaggio potentissimo. Palmanova nasceva come un monumento alla vittoria e un simbolo della ferma volontà di difendere i propri domini sulla terraferma, così come aveva già fatto sul mare.

Capolavoro del Barocco, il ciclo di affreschi celebra gli amori degli dèi con una composizione complessa e dinamica, il cui centro è il Trionfo di Bacco e Arianna.
Galleria Farnese (volta): Gli amori degli dèi (1597), Affresco di Annibale Carracci (con Agostino Carracci e aiuti), Palazzo Farnese, Roma.
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