La vita
La sua formazione si colloca in un'epoca di transizione cruciale, tra la fine del Neoclassicismo e l'alba del Romanticismo, stile in cui si svolge poi interamente la sua breve ma intensa carriera matura.
Giuseppe Balducci nacque a Jesi in una famiglia che aveva conosciuto prosperità, ma che si trovò presto in gravi difficoltà. Suo padre, un ricco uomo d’affari, fu rapito e ucciso prima della nascita del figlio, e un socio si appropriò fraudolentemente del patrimonio familiare. Cresciuto in circostanze modeste, Balducci studiò musica con il cantante Giovanni Ripa e il compositore Pietro Morandi.
Aneddoto
Una compagnia d’opera a soli 17 anni
A diciassette anni Balducci non solo cantava come tenore, ma guidava già una sua compagnia teatrale, dimostrando un precoce talento organizzativo e artistico.Le opere
Balducci esordì nel 1823 con Le nozze di Don Desiderio, rappresentata a Napoli, che gli diede notorietà. Negli anni seguenti compose opere come Boabdil, re di Granata (Napoli, 1827), I gelosi (Napoli, 1834), Il noce di Benevento (Napoli, 1836), Scherzo (Napoli, 1837) e Il conte di Marsico (Napoli, 1839). Quest’ultima, la sua opera più ambiziosa, fu pubblicata da Ricordi nel 1840.
Oltre alle opere teatrali, Balducci compose anche musica sacra, tra cui due messe e un Salve Regina, e pagine vocali come canzoni e duetti. Tra le sue composizioni si annovera anche l’oratorio Adamo e la cantata Andromaca. Inoltre, scrisse musica aggiuntiva per la ripresa dell’opera di Stephen Storace The Pirates, presentata con il titolo Isidore de Merida nel 1827.
Briciole di storia
Carboneria a Napoli
Nella notte tra il primo e il 2 luglio 1820, a Nola, nel Regno delle Due Sicilie, due giovani ufficiali di cavalleria affiliati alla Carboneria, Michele Morelli e Giuseppe Silvati, diedero il via a un'insurrezione. Al grido di "Dio, Re e Costituzione!", la rivolta si estese rapidamente a tutto l'esercito, guidata dal prestigioso generale Guglielmo Pepe. Re Ferdinando I, spaventato e incapace di controllare la situazione, fu costretto a cedere e il 7 luglio giurò solennemente di concedere una Costituzione, basata su quella spagnola del 1812. Per pochi mesi, sembrò che il sogno di una monarchia costituzionale nel Sud Italia si fosse avverato, ma le grandi potenze reazionarie d'Europa, riunite nella Santa Alleanza, già pianificavano l'intervento e soffocarono nel sangue quella rivoluzione.
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