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COMPOSITORI


La vita

Formatosi all'inizio del periodo dell'Arcadia, la sua maturità artistica si esprime in un contesto di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità arcadica si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.

Pietro Baldassare nacque probabilmente a Roma o a Brescia in un’epoca antecedente al 1690. Le fonti non consentono di stabilire con precisione il luogo di nascita, ma testimoniano che trascorse parte della sua vita a Brescia, dove si fece conoscere anche come insegnante di canto.

Aneddoto


Un insegnante stimato a Brescia

A Brescia si ricordava Baldassare non solo per le sue composizioni, ma anche per la sua abilità nell’insegnamento del canto, che formò numerosi allievi della città.

Le opere

Tra le composizioni attribuite a Pietro Baldassare vi è il componimento Il giudizio di Paride, che riflette il gusto teatrale e mitologico dell’epoca. L’opera, purtroppo poco documentata nelle fonti, testimonia la sua familiarità con la tradizione vocale italiana.

Di notevole interesse è anche la Sonata numero 1 in Fa, scritta per cornetta, violini e basso continuo. Questo brano mostra la capacità di Baldassare di unire lo stile concertante con un uso sapiente degli strumenti a fiato e degli archi, creando una trama sonora equilibrata e raffinata.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Natura morta di Cristoforo Munari, caratterizzata da una composizione ricca e articolata, nello stile tipico del Primo settecento. Su un tavolo coperto da un drappo rosso sono disposti in disordine studiato dei libri, delle preziose porcellane cinesi, che sono quasi una sua firma, un piatto carico di frutta, un cofanetto misterioso e altri oggetti. La luce teatrale esalta la diversa resa delle superfici, creando un'atmosfera opulenta, ma anche intima.
Libri, porcellane cinesi, vassoio di frutta (1710), Olio su tela di Cristoforo Munari, collezione d’arte della Fondazione Manodori, Reggio Emilia.
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