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COMPOSITORI


La vita

Formatosi all'alba del gusto arcadico, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità dell'Arcadia si fonde con la nuova eleganza del Rococò e con lo spirito critico dell'Illuminismo.

Emanuele d'Astorga, nato ad Augusta il 20 marzo 1680, fu una figura poliedrica di musicista, letterato e uomo di mondo, la cui vita avventurosa lo portò a essere apprezzato nelle più importanti corti d'Europa. Fin da giovanissimo mostrò un eccezionale talento musicale, che coltivò sotto la guida dell'abate Omodei. A seguito del devastante terremoto del 1693, si trasferì a Palermo, dove, a soli diciotto anni, vide rappresentato il suo primo melodramma, La moglie nemica.

La sua carriera prese una svolta decisiva quando, a Roma, fu accolto sotto la protezione del duca di Uzeda, ambasciatore spagnolo e suo sincero ammiratore. In questo periodo, nel 1707, compose il suo capolavoro più celebre, lo Stabat Mater. Il successo del suo dramma pastorale Dafni, rappresentato a Genova nel 1708, fu tale da attirare l'attenzione di Carlo III, che, una volta divenuto Imperatore del Sacro Romano Impero, lo volle come musicista di corte a Vienna.

Tornato in Sicilia, fu insignito del titolo di barone e si dedicò attivamente alla vita culturale di Palermo, diventando senatore e governatore dell'Ospedale degli Incurabili. Fu tra i fondatori dell'Accademia del Buon Gusto e dirigente del teatro Santa Cecilia. Dopo un breve periodo dedicato alla famiglia, nel 1721 ripartì per Lisbona, per poi concludere la sua vita a Madrid nel 1757, lasciando un'eredità di composizioni raffinate e scritti teorici di grande interesse.

Aneddoto


Dalla Sicilia alla corte imperiale

Il successo del suo dramma pastorale Dafni fu così travolgente che la sua fama raggiunse l'allora re di Spagna Carlo III. Quando quest'ultimo salì al trono imperiale come Carlo VI, non dimenticò quel talentuoso musicista siciliano e lo chiamò a Vienna, offrendogli un prestigioso incarico alla sua corte.

Le opere

La produzione di Emanuele d'Astorga riflette il suo spirito cosmopolita e la sua raffinata cultura. Il suo percorso compositivo iniziò a Palermo nel 1698 con il melodramma La moglie nemica, che rivelò precocemente il suo talento teatrale.

Il suo capolavoro indiscusso è lo Stabat Mater, una cantata da camera composta nel 1707. Quest'opera, pervasa da una profonda intensità espressiva, è considerata una delle più alte realizzazioni nel suo genere e testimonia la sua grande maestria nella scrittura vocale e contrappuntistica.

Nel 1708, a Genova, ottenne un successo clamoroso con il dramma pastorale Dafni, un'opera che fu replicata in diverse città europee e che gli aprì le porte delle corti più prestigiose.

Oltre alla sua attività teatrale, d'Astorga fu anche un pregevole autore di musica vocale da camera. Nel 1726, pubblicò un libro di dodici cantate, opere in cui non solo dimostrò la sua sensibilità melodica, ma espose anche le sue teorie sul legame profondo tra musica e parola, un tema centrale nella sua estetica.

Briciole di storia